La nona edizione del Report “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione” di Deloitte Private Italia restituisce l’immagine di un settore in crescita dopo un biennio in rosso.
In un contesto globale dominato da forti tensioni geopolitiche e macroeconomiche, il 2025 si è configurato come un anno a due velocità. Nel primo semestre, l’introduzione di dazi statunitensi ha determinato un rallentamento delle transazioni. Nel secondo semestre, il ridimensionamento della nuova politica commerciale USA e importanti vendite di collezioni private hanno sostenuto la ripresa del mercato, portando ad una crescita annua complessiva dei fatturati delle principali case d’asta internazionali del +14,8% sul 2024.
Il report fotografa un mercato in profonda trasformazione, caratterizzato dall’ espressione di due forze interdipendenti che co-esistono e convergono: la cross-pollination, cioè l’integrazione e ibridazione tra segmenti tradizionali dell'arte e Passion Assets nel portfolio d’offerta delle grandi case d'asta, e la polarizzazione, ossia la concentrazione della domanda su opere di qualità certificata e provenienza tracciata, a fronte di una crescita importante di transazioni per fasce di prezzo medio-basse.
Continua a crescere il fatturato de i Passion Asset (gioielli, orologi, design, fotografia, vini da collezione), nelle aste in presenza, con un +16,3% rispetto al 2024. Questo comparto è diventato strategico per wealth manager e collezionisti, offrendo prezzi più accessibili e una maggiore liquidità.
Questi fenomeni si accompagnano ad una delle più importanti dinamiche del nostro tempo: il passaggio generazionale in corso e l’avvento delle nuove generazioni di collezionisti Gen Z e Millennial, che oggi rappresentano il 30-40% dei nuovi acquirenti. Dall’altro lato, le “vecchie generazioni” di collezionisti che hanno accumulato grandi patrimoni nella seconda metà del Novecento, rappresentano oggi il principale bacino da cui le case d’asta possono attingere per garantire l’afflusso di opere di qualità sul mercato.