La nuova edizione italiana della Digital Consumer Trends Survey di Deloitte fotografa un mercato maturo, contraddistinto da comportamenti digitali stabili e da una crescente attenzione al valore, alla sostenibilità e all’utilità reale dei servizi. In un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e da una limitata disponibilità di innovazioni realmente disruptive, gli adulti italiani adottano un approccio più razionale all’acquisto di dispositivi e alla sottoscrizione di servizi digitali.
Di seguito alcuni dei principali insight emersi in questa nuova edizione dello studio:
Lo smartphone continua a rappresentare il fulcro della vita digitale: è posseduto dal 95% degli adulti e utilizzato quotidianamente dal 98%. Accanto a esso si afferma la smart TV, che raggiunge una penetrazione del 74%, con un incremento di oltre 40 punti percentuali rispetto al 2017, superando il laptop nell’uso giornaliero.
Il mercato evidenzia dinamiche di maturità: il 23% non prevede alcun nuovo acquisto di device nel prossimo anno e il 59% degli smartphone ha più di 18 mesi di vita. Riprendono quota i wearable, sostenuti da funzionalità legate a salute, benessere e pagamenti digitali, mentre la smart home cresce in modo più graduale, perché la discriminante non è più il prezzo, ma l’utilità percepita.
La qualità della connessione resta un fattore decisivo dell’esperienza digitale. Il 73% degli italiani si dichiara soddisfatto della propria rete domestica, anche se con livelli moderati. La scelta dell’operatore è determinata principalmente da copertura (34%) e velocità (30%), mentre i servizi aggiuntivi pesano meno.
La banda larga fissa rimane la soluzione prevalente (47%), spesso combinata con altri servizi domestici, soprattutto la linea fissa (55%). Nel mobile, il 5G continua a diffondersi e raggiunge il 56% degli smartphone principali, con una concentrazione più elevata tra i giovani, attratti da programmi di loyalty e offerte integrate.
Lo streaming video è ormai parte integrante dell’intrattenimento domestico: il 70% degli italiani utilizza almeno una piattaforma SVOD. Il canale diretto rimane predominante (74% delle sottoscrizioni), ma cresce l’accesso tramite bundle offerti da telco e aggregatori OTT, che rappresentano il 20% del totale.
Il settore si muove in equilibrio: il tasso di disdetta resta stabile al 17%, mentre il 57% degli utenti non ha modificato le proprie sottoscrizioni nell’ultimo anno. L’abbandono è principalmente guidato dal costo percepito come elevato, dal basso utilizzo e da altre pressioni di spesa, insieme alla fine delle promozioni e alla saturazione dei contenuti.
La relazione con il digitale evolve verso un maggiore equilibrio. Un italiano su cinque ha attuato forme di digital detox, limitando notifiche o tempi di utilizzo. Allo stesso tempo, il dinamismo resta elevato: il 26% ha iniziato a usare una nuova piattaforma social e il 23% ne ha abbandonata almeno una.
La Gen Z è la più attiva, con il 35% che ha adottato una nuova app social e il 32% che ne ha lasciata una. Sul fronte dei minori, il 73% degli adulti sostiene il divieto di accesso ai social sotto i 16 anni, mentre il 63% considera appropriato il primo smartphone tra i 12 e i 15 anni.
Lo scenario informativo è ibrido: i telegiornali restano la principale fonte di notizie, seguiti da siti e app, e social media. La disinformazione cresce sensibilmente: il 51% ha intercettato contenuti falsi sui social, con un incremento di 9 punti rispetto al 2023, mentre solo il 9% percepisce una riduzione delle fake news.
L’intelligenza artificiale generativa è il fenomeno più dirompente di questa edizione. L’utilizzo cresce in maniera significativa e coinvolge una parte sempre più ampia della popolazione, soprattutto tra i più giovani, con un picco dell’83% nella Gen Z e un 37% tra gli over 55. Tuttavia, solo poco più di un quarto la utilizza con frequenza settimanale.
Le barriere all’uso restano concrete: il 21% dichiara di dimenticarsi di utilizzarla, il 20% manifesta dubbi sulla qualità delle risposte, il 18% è insoddisfatto dei risultati e il 18% segnala mancanza di competenze. L’interazione avviene spesso in modo indiretto: il 72% entra in contatto con la GenAI tramite funzioni integrate in app quotidiane, mentre il 61% utilizza anche strumenti dedicati.
In ambito lavorativo, il quadro è ancora non strutturato: il 61% utilizza tool gratuiti, solo il 14% dispone di soluzioni proprietarie e circa il 40% lamenta l’assenza di policy chiare. Sul fronte occupazionale, il 55% teme una riduzione dei posti disponibili, ma solo il 40% teme un impatto diretto sul proprio ruolo.
Scarica il report completo e scopri come si stanno trasformando i comportamenti digitali degli italiani.
Leggi le edizioni precedenti:
- Digital Consumer Trends Survey 2024
- Digital Consumer Trends Survey 2023
- Digital Consumer Trends Survey 2022
- Digital Consumer Trends Survey 2021