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European CFO Survey 2026 | Italian Focus

Tra cautela e resilienza: i CFO italiani affrontano le sfide del contesto macroeconomico con solidità operativa e un approccio disciplinato all’allocazione del capitale.

Giunta alla sua 23ª edizione, la European CFO Survey rappresenta uno dei principali osservatori sulle priorità strategiche e sulle aspettative dei Chief Financial Officer delle principali imprese europee. La ricerca, condotta con cadenza semestrale, raccoglie le opinioni di CFO appartenenti a dodici Paesi europei ea un ampio spettro di settori industriali.

L'edizione realizzata tra marzo e aprile 2026 attraverso una survey, raccoglie le risposte di 1.136 CFO provenienti da dodici mercati europei, offrendo una fotografia aggiornata delle prospettive economiche, delle strategie di investimento e dei principali rischi percepiti dalle imprese.

Per i CFO italiani emerge un quadro caratterizzato da un delicato equilibrio tra cautela e resilienza: se da un lato aumentano le preoccupazioni legate al contesto macroeconomico e geopolitico, dall'altro le imprese continuano a dimostrare disciplina operativa, attenzione all'allocazione del capitale e capacità di adattamento in scenari di crescente complessità.

Fiducia incalo, ma non nelle prospettive di crescita

La fiducia dei CFO europei registra un significativo deterioramento rispetto alle precedenti rilevazioni. Quasi la metà degli intervistati (48%) dichiara infatti una riduzione dell'ottimismo rispetto alle prospettive finanziarie della propria azienda.

In Italia il sentiment appare ancora più prudente: il 52% dei CFO esprime una visione più pessimistica sul futuro, mentre soltanto il 15% dichiara un miglioramento delle aspettative. Un ulteriore 33% mantiene una posizione neutrale, segnale di una diffusa incertezza che interessa trasversalmente i diversi comparti economici.

Ricavi e marginalità: resilienza operativa nonostante le pressioni sui costi

Nonostante il deterioramento del clima di fiducia, le aspettative di crescita dei ricavi rimangono relativamente solide. Il 51% dei CFO italiani prevede infatti un incremento del fatturato nei prossimi mesi, un dato sostanzialmente in linea con la media europea (55%).

Questa apparente divergenza tra sentiment e prospettive di crescita suggerisce come le principali preoccupazioni dei CFO non siano riconducibili a un indebolimento della domanda, bensì a fattori strutturali quali l'aumento dei costi, la pressione sui margini e le tensioni geopolitiche.

Anche sul fronte della redditività emerge una moderata fiducia: il 40% dei CFO italiani prevede un miglioramento dei margini, una quota superiore alla media europea (35%). Tuttavia, le aspettative restano contenute e riflettono la persistente pressione esercitata dall'inflazione dei costi operativi.

Disciplina finanziaria e allocazione selettiva del capitale

In un contesto di elevata incertezza, le imprese italiane confermano un approccio prudente e disciplinato nell'allocazione del capitale.

La maggioranza dei CFO prevede infatti livelli sostanzialmente stabili sia in termini di occupazione (55%) sia di investimenti in capitale fisso (52%). Solo una quota limitata delle aziende pianifica incrementi significativi di organico o di CAPEX.

Rispetto ai principali competitor europei, le aziende italiane mostrano una maggiore capacità di preservare investimenti e livelli occupazionali senza ricorrere a interventi drastici di riduzione dei costi, evidenziando una maggiore resilienza operativa e finanziaria.

Le priorità strategiche: efficienza, liquidità e crescita selettiva

La riduzione dei costi rappresenta oggi la principale priorità strategica per i CFO europei, confermando un orientamento sempre più difensivo delle organizzazioni in risposta all'incertezza del contesto economico.

Parallelamente, le imprese stanno rafforzando le attività di scenario planning e integrando maggiormente la gestione dei rischi nei processi decisionali, con l'obiettivo di aumentare la resilienza aziendale.

Per le aziende italiane, le priorità strategiche si concentrano inoltre sull'ottimizzazione dei flussi di cassa e sull'espansione selettiva in mercati consolidati, privilegiando iniziative caratterizzate da un profilo di rischio contenuto e da una maggiore prevedibilità dei ritorni.

Geopolitica e instabilità globale: il rischio numero uno per i CFO italiani

Le tensioni geopolitiche si confermano il principale fattore di rischio percepito dai CFO europei, superando per la prima volta le preoccupazioni legate a una possibile recessione economica.

In Italia, il 73% dei CFO individua nei rischi geopolitici la principale minaccia per il business, davanti alla contrazione economica (64%) e alla volatilità delle materie prime (55%).

Sicurezza energetica, instabilità regionale e vulnerabilità delle catene di fornitura stanno ridefinendo le priorità delle imprese, favorendo l'adozione di strategie sempre più orientate alla mitigazione dei rischi e alla costruzione di modelli operativi resilienti.


Scarica il report 

Approfondisci i risultati della European CFO Survey e scopri come i CFO italiani stanno affrontando le sfide del contesto macroeconomico attraverso strategie di resilienza, disciplina finanziaria e creazione di valore nel lungo periodo.

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