Tra Digital Euro, stablecoin e interoperabilità europea, il sistema dei pagamenti sta diventando un asset sempre più strategico. Nel 2025 il 45% dei consumi in Italia è stato regolato tramite strumenti elettronici, a fronte di un utilizzo del contante che si ferma al 38%. Un dato che conferma come il digitale non rappresenti più un’alternativa, ma una componente strutturale delle abitudini di pagamento. Parallelamente, si osserva una crescente diversificazione degli strumenti: oltre alle carte, continuano a guadagnare spazio bonifici e addebiti diretti, che rappresentano il 17% dei consumi.
Sono queste alcune delle evidenze legate all’ultima ricerca dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, da cui emerge un mercato italiano ormai entrato in una fase di maturità, ma attraversato da profonde discontinuità. Nel contesto attuale, segnato da tensioni geopolitiche, ridefinizione delle catene del valore e crescente competizione tecnologica, il sistema dei pagamenti sta vivendo una trasformazione che va ben oltre l’innovazione di prodotto. Sempre più, i pagamenti si configurano come un’infrastruttura critica, al centro di dinamiche di sicurezza, autonomia e competitività economica.
A livello europeo, il tema dei pagamenti si intreccia sempre più con quello della sovranità economica. Le iniziative in corso – dal progetto Wero per un digital wallet paneuropeo, all’interconnessione dei sistemi domestici tramite l’European Payment Alliance – evidenziano la volontà di costruire un’infrastruttura più integrata e indipendente. In parallelo, cresce l’attenzione verso nuovi strumenti monetari. Le stablecoin, oggi fortemente concentrate su operatori legati al dollaro statunitense, pongono interrogativi rilevanti in termini di dipendenza e stabilità. Allo stesso tempo, il progetto del Digital Euro entra in una fase cruciale, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della moneta europea nel contesto digitale.
Il sistema dei pagamenti diventa così un terreno di confronto strategico, in cui innovazione tecnologica e regolazione devono evolvere in modo coerente. Se a livello macro si ridefiniscono gli equilibri, sul piano micro cambia radicalmente l’esperienza utente. Il pagamento non è più legato a uno strumento fisico, ma a un’interfaccia.
Nel 2025, i pagamenti contactless – effettuati tramite carta, smartphone o wearable – hanno raggiunto i 323 miliardi di euro, confermandosi come modalità prevalente nei punti vendita fisici. In particolare, smartphone e dispositivi indossabili stanno progressivamente diventando il principale punto di accesso alla transazione. Questo cambiamento è ancora più evidente osservando la crescita degli innovative payments, che raggiungono un valore di 84,9 miliardi di euro, con un incremento del 45% rispetto all’anno precedente. Non si tratta solo di nuovi strumenti, ma di un’evoluzione del rapporto tra utenti, banche e piattaforme tecnologiche.
Tra i fenomeni più rilevanti emerge anche la diffusione del Buy Now Pay Later, che nel 2025 in Italia ha raggiunto un volume di transazioni di 9,9 miliardi di euro, trainato soprattutto dall’e-commerce. Un modello che ha intercettato la crescente domanda di flessibilità da parte dei consumatori, ma che si appresta a entrare in una fase di ridefinizione.
L’introduzione della nuova Direttiva europea sul Credito al Consumo (CCD2) imporrà infatti nuovi requisiti agli operatori, con impatti significativi su processi, compliance ed esperienza utente. Il tema non sarà più solo la crescita, ma la sostenibilità del modello nel lungo periodo. Dal lato della domanda, i segnali sono altrettanto chiari. Il 96% degli italiani possiede almeno una carta e circa 14 milioni di essi ha utilizzato smartphone o wearable per effettuare pagamenti nell’ultimo anno, in forte crescita rispetto al 2024. Allo stesso tempo, emergono dinamiche più avanzate: il 69% degli italiani ha utilizzato almeno una volta il bonifico istantaneo, mentre una quota crescente di utenti si dichiara aperta a soluzioni ancora più evolute. In particolare, 1 italiano su 6 afferma di essere disposto ad affidare il pagamento a un agente basato su intelligenza artificiale.
È proprio questo passaggio – dalla scelta consapevole alla delega automatizzata – a rappresentare uno dei cambiamenti più profondi. Più il pagamento diventa invisibile, più diventano centrali i temi della sicurezza, della trasparenza e della fiducia. Nel loro insieme, questi elementi mostrano come il sistema dei pagamenti stia entrando in una nuova fase. Non si tratta più soltanto di favorire l’adozione di strumenti digitali, ma di governare un ecosistema sempre più complesso, in cui convergono tecnologia, regolazione e dinamiche geopolitiche. La sfida per istituzioni, operatori e imprese sarà quella di costruire un’infrastruttura capace di coniugare innovazione e resilienza, garantendo al tempo stesso sicurezza, interoperabilità e autonomia strategica.