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La crescita delle PMI passa da digitale e sicurezza informatica

Oggi, nonostante la complessità del contesto attuale, la trasformazione digitale e tecnologica resta un elemento prioritario per lo sviluppo dell’economia e delle aziende. La digitalizzazione, infatti, può aumentare la competitività in tutti i settori produttivi, favorendo la crescita del tessuto economico e uno sviluppo più sostenibile. Per tutte le imprese, dunque, è un fattore sempre più strategico ed essenziale su cui puntare: secondo uno studio di Deloitte e Confindustria, le aziende digitalmente più evolute, nel 2023, hanno registrato un EBIT maggiore del 6% rispetto a quelle meno mature.

L'Italia mostra un notevole livello di ambizione nel suo contributo al Decennio Digitale europeo e sta seguendo la sua traiettoria di sviluppo rispetto alle raccomandazioni emanate dalla Commissione Europea, con specifici traguardi e obiettivi concreti da raggiungere per il 2030, avendo destinato rilevanti risorse del PNRR al potenziamento della digitalizzazione sia a livello infrastrutturale di assi di trasmissione che di strategia industriale. Uno degli obiettivi strategici industriali è il rafforzamento del livello di digitalizzazione da parte delle piccole e medie imprese. Secondo i dati della Commissione Europea, il numero di PMI con un livello base di maturità digitale è cresciuto rispetto al 2022 (70,21% nel 2024 vs 69,9% nel 2022), ma la strada per raggiungere il target nazionale del 90%  –   fissato per il 2030 –  è ancora lunga. Rimangono molti passi da fare anche per colmare il gap con le grandi aziende: secondo Istat la percentuale di grandi imprese (+ 250 addetti) con un livello di digitalizzazione almeno base è del 97,8%.

Il tema della competitività è cruciale per le PMI: come sottolineato anche nell‘Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, gli strumenti digitali consentono di ottimizzare i processi aziendali, creare nuovi prodotti e servizi ed espandersi verso nuovi mercati. Investimenti in tecnologia, attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, collaborazione e aumento delle competenze sono dunque imprescindibili per la crescita delle PMI e dell’intero sistema imprenditoriale.

In questo processo di trasformazione, il digitale deve essere strumento per supportare tanto le attività operative che i processi decisionali aziendali. Ad oggi, le PMI italiane riconoscono il pieno potenziale e valore del digitale. Come emerge dal recente Osservatorio di Deloitte Private, che ha raccolto il punto di vista di 200 leader di PMI italiane, la trasformazione digitale è vista come l’investimento più importante per generare valore sia oggi che in futuro (84%) e la tecnologia può essere una leva per aumentare la produttività e competitività, ridurre i costi e sviluppare nuove competenze. La diffusione delle tecnologie, inoltre, per oltre sette leader su dieci, richiede già oggi un profondo ripensamento dei modelli di business esistenti. Cogliere la sfida digitale è, quindi, cruciale per incrementare il livello tecnologico e innovativo attuale delle imprese che per meno di un'azienda intervistata su tre è considerato attualmente alto.

Inoltre, le organizzazioni devono incrementare il proprio livello tecnologico e adattarsi al nuovo contesto anche in funzione dei cambiamenti normativi introdotti dalla normativa NIS2. Questa, sebbene sia espressamente rivolta a medie e grandi realtà, può comportare implicazioni essenziali per la crescita e per il modo di rapportarsi all’interno della propria catena del valore, oltre che per cogliere i benefici dell’AI anche per le imprese di piccole dimensioni. Gli investimenti in sicurezza digitale delle PMI sono, quindi, destinati verosimilmente ad aumentare nei prossimi mesi, proprio in funzione di tale spinta regolamentare: infatti, al netto di chi ancora non sa o non vuole esprimersi, per circa due aziende su cinque gli investimenti in sicurezza informatica nel prossimo anno dovrebbero crescere.

Transizione digitale e relativo governo della sicurezza informatica sono aspetti evidentemente connessi tra loro ed essenziali alle imprese per competere sul mercato. Il tema della sicurezza informatica sta diventando sempre più presente nelle agende dei responsabili delle aziende. Come rilevato nel rapporto Clusit, gli attacchi informatici sono aumentati in questi anni e hanno un impatto economico sempre più elevato per le aziende: nel 2024 a livello globale l’incremento è stato +27,4%, mentre in Italia +15% rispetto all’anno precedente. Il fenomeno degli incidenti informatici ha, quindi, una portata molto ampia e deve accrescere la consapevolezza delle imprese nell’investire in sicurezza informatica e avere un piano strategico; piano su cui tutte le aziende devono compiere dei passi in avanti, perché cruciale per definire priorità e investimenti su nuove tecnologie e soluzioni innovative, in particolare si quelle basate sull’AI.

Quest’ultima è fondamentale per una maggiore efficienza e produttività, ma anche per migliorare la propensione alla sicurezza delle aziende. Fare leva sulle tecnologie sarà, quindi, sempre più importante per le PMI, anche nell’approccio alla cybersecurity. In particolare, il percorso per l’adozione dell’AI  richiede ancora un impegno significativo da parte delle PMI, considerando che, ad oggi, un’azienda su quattro utilizza soluzioni di AI in ambito cybersecurity, con un uso pressoché marginale, mentre il 57% dichiara di non avere alcuna intenzione di adottarle, secondo i dati dell’Osservatorio Deloitte Private. Il cammino verso una piena maturità nella trasformazione digitale delle PMI italiane è, quindi, ancora in corso e passa anche per il tema cyber, aspetto sempre più centrale e su cui è necessario accompagnare le PMI affinché possano consolidare un approccio efficace e competere in uno scenario incerto, ma in cui non mancano le opportunità.