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Costruire ecosistemi di innovazione: ricerca scientifica e Competence Hub per la competitività dei territori

Negli ultimi anni stiamo assistendo a un’accelerazione senza precedenti nell’adozione di tecnologie digitali avanzate – dall’Intelligenza Artificiale ai Digital Twin, dalla cybersecurity industriale ai sistemi energetici intelligenti – che stanno ridefinendo i modelli operativi di settori chiave come costruzioni, manifattura, energia e pubblica amministrazione. La trasformazione digitale sta evolvendo da una sequenza di progetti tecnologici a una ridefinizione strutturale di come gestiamo dei sistemi fisici sempre più interconnessi, monitorati in tempo reale, simulabili e ottimizzabili attraverso modelli digitali evoluti.

In questo contesto, la vera domanda non è “quale tecnologia adottare”, ma come costruire le competenze per governarle in modo integrato e scientificamente solido. Le pubblicazioni sviluppate nell’ambito del Contratto di Programma stipulato da Deloitte NextHub con la Regione Puglia rappresentano un segnale concreto di questa direzione. Gli ambiti toccati dal Contratto di Programma riguardano, ad esempio, il mondo Infrastructures & Buildings e quello relativo a Cybersecurity e AI nel Manufacturing 4.0., contraddistinti dalla visione comune di costruire infrastrutture intelligenti, sicure e governabili grazie alle nuove tecnologie.

Infrastructures & Buildings: il Digital Twin come “control tower” degli immobili

Le pubblicazioni su riviste internazionali come Building, Sustainability e Systems (le ultime due co-firmate da professionisti Deloitte) convergono su un messaggio chiaro: il Digital Twin non è più un semplice modello 3D o un repository informativo, ma una piattaforma decisionale.
Nel settore immobiliare e infrastrutturale, il Digital Twin consente di integrare dati real-time da sensori e impianti, modelli predittivi per performance energetica e manutenzione, simulazioni di scenari alternativi e strumenti collaborativi immersivi, in una logica di “metaverso operativo”.

Il risultato è un cambio di paradigma, che passa da una gestione reattiva a una gestione predittiva e sistemica, ossia dal semplice monitoraggio di consumi o malfunzionamenti al governo di trade-off tra costi, sostenibilità, comfort, rischio e resilienza. La dimensione della sostenibilità, in particolare, smette di essere un KPI dichiarativo e diventa una variabile modellabile e ottimizzabile in tempo reale. Parallelamente, l’approccio sistemico evidenzia che edifici e infrastrutture non sono asset isolati, ma nodi di ecosistemi complessi: energetici, urbani, industriali. Il Digital Twin, in questo scenario, diventa la “control tower” dell’asset fisico. Il metaverso operativo ne rappresenta l’interfaccia evoluta, in cui stakeholder diversi possono collaborare su uno stesso ambiente digitale condiviso.

Manufacturing 4.0: quando AI e Digital Twin diventano strumenti di resilienza

Un secondo filone di ricerca – presentato in contesti di conferenze e workshop internazionali quali la 2024 IEEE 20th International Conference on Automation e SENSYS 2025 nonché oggetto di pubblicazione su IEEE Access – affronta un tema altrettanto strategico: la sicurezza e la resilienza dei sistemi industriali connessi. Nell’Industria 4.0 ogni sensore, ogni computer destinato all’automazione dei processi, ogni componente embedded è parte di un sistema cyber-fisico distribuito. Questo aumenta efficienza e flessibilità, ma amplia anche la superficie di attacco. Contro tali attacchi entra in gioco una nuova generazione di soluzioni, che comprende l’AI per anomaly detection e threat detection, Electronic Digital Twins per confrontare comportamento atteso e comportamento osservato e applicazioni in ambito smart metering e smart grid, dove continuità e sicurezza sono essenziali.

Il Digital Twin, in questo caso, oltre all’ottimizzazione delle performance serve per proteggere l’infrastruttura. La cybersecurity passa dall’essere un layer aggiuntivo dell’infrastruttura a un principio architetturale “by design” della stessa, dove l’Intelligenza Artificiale diventa lo strumento per intercettare deviazioni, manipolazioni e vulnerabilità in ambienti sempre più complessi.

Un messaggio chiave: la tecnologia senza ricerca strutturata non scala

Questi due filoni – immobili intelligenti e manifattura sicura – condividono un elemento fondamentale: la complessità. Le soluzioni tecnologiche avanzate come quelle citate non sono plug-and-play, ma richiedono approcci supportati da una modellazione avanzata e una validazione scientifica, seguita da una sperimentazione controllata e accompagnata da competenze multidisciplinari stabiliÈ qui che emerge la necessità di creare Competence Hub ad alta intensità scientifica. Questi hub possono essere capaci di connettere ricerca pubblicata e peer-reviewed con applicazioni industriali scalabili, facendo collaborare data scientist, ingegneri, esperti di cybersecurity, architetti di sistemi e professionisti di settore e trasformando l’innovazione da sperimentazione episodica a capacità strutturale.

Innovazione e competitività dei territori

C’è anche un ulteriore elemento strategico che non può essere trascurato: l’impatto sulla competitività dei territori. Iniziative come questa non generano solo know-how tecnico, ma consentono anche di attrarre talenti qualificati e di creare filiere tecnologiche locali. Ciò porta a un complessivo rafforzamento dell’ecosistema universitario e industriale, che aumenta la propria capacità di intercettare investimenti nazionali ed europei. Difatti, un territorio che ospita un hub di competenze avanzate su Digital Twin, AI e cybersecurity aumenta la propria credibilità internazionale e la propria capacità di competere in settori ad alto valore aggiunto, dimostrando di essere in grado di produrre innovazione validata, trasferibile e scalabile. In un’economia basata sulla conoscenza, la competitività non dipende solo da infrastrutture fisiche, ma dalla densità di competenze e dalla qualità degli ecosistemi di innovazione.

Deloitte NextHub: verso un modello di innovazione integrata

In questo quadro si inserisce l’evoluzione di Deloitte NextHub, che non è solo un centro operativo, ma sta maturando come un ecosistema di competenze avanzate, capace di contribuire alla produzione scientifica internazionale e, al tempo stesso, di tradurre i risultati della ricerca in soluzioni per imprese e istituzioni. La partecipazione a pubblicazioni e conferenze scientifiche di alto livello non è un elemento accessorio, ma un indicatore di posizionamento che conferma la necessità di integrare execution e rigore metodologico, mercato e ricerca, delivery e visione sistemica.

Perché questo è un trend strutturale

La competizione tecnologica globale, la transizione energetica e l’aumento dei rischi cyber rendono evidente che non basta adottare tecnologie emergenti, ma occorre governarle. Tramite l’utilizzo di leve quali: competenze verticali profonde, approccio sistemico, capacità di sperimentazione e collegamento costante con la ricerca scientifica. Gli hub di competenze rappresentano la risposta organizzativa a questa complessità. Il futuro della trasformazione digitale non sarà definito solo da chi sviluppa tecnologie, ma da chi saprà integrarle, validarle e scalarle in modo responsabile e sostenibile. È questa la direzione strategica che oggi vediamo emergere con chiarezza: dalla pubblicazione scientifica al valore industriale, dal laboratorio al territorio, dal Digital Twin alla resilienza sistemica. E la costruzione di Competence Hub evoluti è il passaggio chiave per rendere questa traiettoria concreta e duratura.