Come si sta preparando il nostro Paese alla più grande rivoluzione tecnologica dai tempi dell’invenzione di internet? Quali sono le competenze chiave che i nostri giovani devono possedere per partecipare da protagonisti alla trasformazione digitale? E quale ruolo vogliamo avere - come europei - nella partita globale dell’innovazione tecnologica?
Sono tante le domande che, in questo momento, i leader aziendali si stanno ponendo. Tanti i cambiamenti che, dal nostro osservatorio privilegiato Deloitte, stiamo rilevando in questo momento. E tra le molte incertezze una cosa è certa: l’Italia deve accelerare sulle competenze digitali. Secondo l’Eurostat, nel 2024 meno della metà degli italiani (45,8%) tra i 16 e i 74 anni possedeva competenze digitali almeno di base – un numero inferiore alla media UE del 55,6%.
Il quadro è ancora più allarmante se misuriamo la diffusione delle competenze tecnologiche tra coloro che possiedono un’istruzione terziaria e - dunque - dovrebbero costituire la parte della popolazione più istruita. Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio STEM di Deloitte, a livello europeo poco più di 1 studente universitario su 4 è iscritto a percorsi STEM. Un dato che diventa ancora più significativo se consideriamo che il nostro Paese, nel 2024, è risultato penultimo nella classifica UE per quota di laureati: secondo l’Eurostat, tra i giovani dai 25 ai 34 anni solo il 30,6% degli italiani possiede un titolo di studio terziario, contro una media europea che ha ormai superato il 43%. In altre parole: in Italia i laureati sono pochi e quelli che possiedono competenze STEM sono ancora meno.
Le conseguenze della carenza di queste competenze la vediamo benissimo sul mercato: il 53% delle piccole aziende e il 51% delle grandi aziende censite dall’Osservatorio STEM di Deloitte ha già avuto difficoltà a trovare i profili professionali STEM. Un trend certamente destinato ad aggravarsi di fronte all’accelerazione della “tech race” globale in corso, trainata dalla competizione sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.
Di fronte a queste sfide epocali, Deloitte ha deciso di investire senza esitazione nelle competenze chiave per il futuro: ne è un esempio DIGITA, la Academy interamente dedicata alle competenze digitali che Deloitte ha creato a Napoli insieme all’Università Federico II. Alla sua 9° edizione, è il luogo dove 50 giovani laureati – di cui il 60% ragazze – sono parte attiva di un percorso formativo di 9 mesi per oltre 700 ore di lezione, con una full immersion che fornisce non solo elementi teorici, ma anche strumenti pratici per inserirsi nel mondo del lavoro da subito.
Giunta alla sua nona edizione, la DIGITA Academy è un bell’esempio di come imprese e università possono unire le forze per contribuire all’innovazione e alla crescita di tutto il Sistema Paese in questa fase di accelerazione tecnologica senza precedenti. Non a caso, al centro del manifesto formativo di quest’anno c’è il Bootcamp AI: il primo bootcamp gratuito in Italia sull’Intelligenza Artificiale della durata di 400 ore - un percorso di formazione intensiva a cui si affianca anche il Cyber Security Lab, dedicato alla sicurezza informatica.
Grazie al progetto DIGITA, Deloitte ha generato un impatto concreto su oltre 600 studenti, contribuendo a sviluppare competenze e a formare nuovi talenti, alcuni dei quali lavorano nelle aziende partner e molti all’interno del network Deloitte. Tra questi, un quarto ricopre ruoli di senior consultant e manager, a conferma dell’efficacia dell’iniziativa anche in termini di sviluppo professionale.
L’impegno per sostenere lo sviluppo delle nuove competenze in Italia si estende anche all’interno del nostro business, con oltre 57mila ore di training erogate sulla Generative AI. Un investimento che equivale a circa 10 ore di formazione GenAI per persona nel solo 2025. L’iniziativa proseguirà anche nei prossimi anni: tra dicembre 2025 e ottobre 2026 sono infatti previste tra le 8 e le 12 ore aggiuntive di formazione per persona in questo ambito, con l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate e trasversali e stare al passo con l’evoluzione digitale.
Con queste iniziative e gli investimenti sostenuti negli anni, il network Deloitte promuove attivamente l’apprendimento continuo e l’adattabilità - due requisiti ormai imprescindibili per affrontare la trasformazione digitale in corso. Il nostro Paese non può più aspettare. E iniziative come queste dimostrano come il settore privato possa diventare un motore di crescita e innovazione, traducendo l’investimento in competenze in un impatto concreto per tutto il sistema Paese.