Le analisi condotte nell’ambito della ricerca 2025 - realizzata con l'European FS Tech Hub di I.C.E. Innovation and Corporate Entrepreneurship SDA Bocconi - confermano che la competitività del fintech italiano ed europeo dipende in maniera decisiva dalla solidità e dalla maturità dell’ecosistema. È ormai sempre più diffusa, anche a livello di top management, la consapevolezza che senza una collaborazione strutturata tra incumbent, fintech, istituzioni e regolatori non sia possibile sostenere percorsi di crescita significativi. In questo scenario, le fintech si confermano un bacino strategico di prodotti, talenti e idee, mentre l’intelligenza artificiale sta ridefinendo in profondità competenze, modelli operativi e processi di trasformazione, senza che emergano soluzioni univoche o percorsi standardizzati di scale-up.
Dal punto di vista della governance e del management, l’ecosistema nazionale mostra un sostanziale allineamento agli standard europei e UK. In particolare, la combinazione di competenze finanziarie e tecnologiche nei board e tra i founder si rivela un fattore determinante, rendendo ancora più centrale il tema dell’attrazione e della retention dei talenti, oggi considerato una priorità strategica per la competitività dell’intero settore. Le nuove competenze vanno di pari passo con la necessità di una regolamentazione armonizzata a livello europeo. Una maggiore chiarezza normativa, anche nelle discipline adiacenti, appare quindi essenziale non solo per rafforzare la competitività del sistema, ma anche per garantire una più efficace tutela dei consumatori e per sostenere lo sviluppo degli operatori, degli imprenditori e delle partnership tra fintech e incumbent. La dimensione di ecosistema resta dunque un elemento centrale: la crescita delle singole iniziative non può prescindere dalla cooperazione, che contribuisce a rafforzare la capacità di attrarre capitali, accrescere la credibilità e aumentare la visibilità del settore nel suo complesso.
Sul fronte dell’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale si configura ormai come una tecnologia strutturale e trasversale. La GenAI non è più solo una promessa tecnologica, ma una leva che sta ridefinendo modelli di business, processi e relazioni con il cliente. A differenza delle tecnologie analitiche tradizionali, l’intelligenza artificiale generativa non si limita a elaborare dati, ma genera contenuti, decisioni e insight. Dai chatbot intelligenti alla compliance automatizzata, l’IA sta trasformando in profondità i processi esistenti ed emerge come la tecnologia con il maggiore impatto potenziale sul settore finanziario.
Parallelamente, la tokenizzazione mostra ampi margini di sviluppo che vanno oltre il perimetro delle criptovalute, come dimostra il crescente interesse verso le stablecoin. Asset tradizionalmente illiquidi possono diventare frazionabili e negoziabili, aprendo nuove opportunità operative e di servizio. Le stablecoin, in particolare, rappresentano un ponte tra cripto-economia e finanza tradizionale, pur in un contesto in cui l’adozione su larga scala resta complessa per barriere regolatorie, tecnologiche e di mercato. Accanto a questi fenomeni, emergono inoltre nuovi trend da monitorare, come quello delle Super App, già consolidate nell’area APAC e oggetto di crescente attenzione anche in Europa per il loro potenziale trasformativo. Il modello delle Super App - piattaforme capaci di aggregare servizi eterogenei in un’unica esperienza integrata - tende infatti a trasformare le dinamiche competitive e le modalità di interazione con l’utente nonostante la replicabilità nel contesto europeo presenti ancora elementi di incertezza.