L’industria chimica europea sta senza dubbio affrontando sfide significative, che spesso oscurano i suoi punti di forza a lungo termine che la renderanno capace di mantenere solide basi a livello regionale e di prosperare nei mercati globali.
Quello europeo è il secondo mercato chimico più grande al mondo e utilizza circa il 70% della sua produzione all’interno dei propri confini. Allo stato attuale, serve le applicazioni più avanzate e i clienti più esigenti, offrendo prodotti e servizi smart, efficienti, risolutivi e sempre più sostenibili.
Per questo motivo, il settore ha coltivato un forte focus su performance e innovazione, con un ecosistema collaborativo di partner lungo la catena del valore.
In questo ultimo report dedicato al settore, Deloitte ha elaborato il modello "3+6", che definisce dove, perché e come l’industria europea continuerà a prosperare. Il modello evidenzia tre punti di forza e identifica sei segmenti destinati a crescere, sia a livello regionale che globale. Insieme, questi elementi dipingono un quadro positivo per il futuro dell’industria.
Abbiamo individuato sei segmenti particolarmente attrattivi all’interno dell’industria chimica che trarranno maggior vantaggio:
Megatrend globali come sostenibilità e circolarità consolidano questi punti di forza, guidando la domanda di prodotti e tecnologie in cui l’Europa è leader.
La crescente attenzione all'autosufficienza sostiene inoltre le catene di approvvigionamento locali e le soluzioni europee, in linea con la strategia “Europe for Europe” della Commissione Europea.
Il settore deve comunque affrontare sfide come debolezza della domanda, costi energetici elevati e regolamentazione complessa. Tuttavia, gli investimenti di oltre 30 miliardi di euro da parte di acquirenti non-UE negli ultimi anni testimoniano la fiducia nel mercato europeo e la sua attrattiva globale.
Rafforzando i propri punti di forza e puntando su innovazione e sostenibilità, l’industria chimica europea ha la possibilità di garantirsi un futuro prospero e competitivo.