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Aerospace & Defense: sfide e prospettive per il settore in Europa

Digitalizzazione, investimenti in ricerca e sviluppo, più attenzione ai talenti e alla supply chain: sono questi i driver di crescita fondamentali per il futuro del comparto aerospazio e difesa.

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Aerospace & Defense: sfide e prospettive per il settore in Europa

Il settore Aerospace & Defense si trova oggi in un momento storico di rapida trasformazione geopolitica e tecnologica.
In particolare, il segmento commerciale ha registrato una crescita della domanda e della capacità, ma anche un forte aumento di costi e restrizioni operative per la carenza di componenti critici.
Il segmento difesa ha visto invece una forte crescita volta a potenziare la capacità di risposta al nuovo scenario.


L'efficientamento della supply-chain

L'approvvigionamento svolge un ruolo chiave per il settore, dato che i produttori di aeromobili europei si affidano fino all’80% a fornitori esterni per componenti critici. Le tensioni geopolitiche e l’instabilità logistica allungano oggi i tempi medi di consegna oltre i 5 anni e aumentato i costi di spedizione fino a cinque volte rispetto ai livelli pre-pandemici.


La sfida dei talenti nel settore


Attrazione, formazione e valorizzazione delle risorse umane sono cruciali per sostenere lo sviluppo tecnologico. Nel 2023 il comparto A&D in Europa ha raggiunto 760 mila occupati, con una crescita annua del +9,1%, ma la concorrenza con altri settori high-tech richiede alle aziende un continuo impegno per colmare lo skill gap.


R&D: l'Europa deve colmare il gap con gli USA

Anche se gli investimenti in ricerca e sviluppo in Europa sono cresciuti fino a 11 miliardi di euro nel 2023, questi restano molto lontani dai 129 miliardi USA. Il rafforzamento del Fondo Europeo per la Difesa (EDF) – con 1,5 miliardi stanziati per il 2025 – potrebbe però permettere di colmare il divario e favorire l’autonomia tecnologica del continente.

La spesa per la Difesa nei Paesi dell’Unione Europea è stimata in 326 miliardi di euro nel 2024, pari all’1,9% del Pil, un dato in costante crescita che riflette l’urgenza di rafforzare la sicurezza e l’autonomia strategica dell’Europa. Se confermato, il target del 5% del Pil rappresenterebbe una svolta strutturale: significherebbe più che raddoppiare in pochi anni gli investimenti in difesa e sicurezza, con impatti profondi sulla filiera industriale, sull’innovazione tecnologica e sulla competitività del settore. Per l’Europa si tratta di una sfida, ma anche di un’opportunità storica per ridefinire il proprio ruolo nello scenario globale e promuovere una base industriale in ambito sicurezza autonoma, solida e interoperabile.

Stefano Alfonso, Deloitte Central Mediterranean Growth Leader

In un contesto caratterizzato da pressioni crescenti su forniture e operatività, la resilienza della supply chain e l’efficientamento e tempestività nelle operations
diventano elementi chiave per la competitività del settore. Investire in tecnologie AI non è più un’opzione, ma una priorità per sfruttare al meglio la capacità produttiva disponibile. Allo stesso tempo, l’espansione del mercato MRO, spinta anche dall’invecchiamento delle flotte, rappresenta un’opportunità strategica per valorizzare l’innovazione e migliorare la sostenibilità economica del comparto. La combinazione tra tracciabilità digitale, intelligenza artificiale e nuove competenze tecniche sarà decisiva per affrontare le sfide industriali dei prossimi anni con maggiore solidità e visione.

Francesco Rossi, Deloitte Central Mediterranean Aerospace & Defense Leader

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