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Consumer Products Industry Outlook 2026

Sette nuove sfide per le aziende del settore dei beni di consumo

Il mercato globale Food&Beverage, Personal Care e dei beni per la casa affronta oggi significativi cambiamenti nel contesto demografico, politico, ambientale, tecnologico e culturale, alimentati da fattori come la deglobalizzazione e l'intelligenza artificiale.
Orientamenti consolidati come la scalabilità, l’ottimizzazione e le acquisizioni vengono messi in discussione dalla necessità di specializzazione, velocità e agilità.

2026 Consumer Products Industry Global Outlook


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La nuova ricerca Deloitte condotta su 300 executives del settore Consumer Products a livello globale delinea sette principali spunti di riflessione che definiranno le strategie aziendali nei prossimi mesi.

1. Più valore percepito per i consumatori

Il 77% dei dirigenti dichiara che i propri investimenti si sposteranno verso prodotti che attraggono i consumatori più attenti al valore.
Secondo l'orientamento prevalente, è opportuno perseguire il valore aggiunto che i consumatori cercano attraverso un bilanciamento tra prezzi basati sul valore e valore basato sui costi, spostando gli investimenti dove i consumatori percepiscono concretamente un vantaggio.
 

2. In un mondo meno stabile, agile è meglio che ottimale

Il 100% del campione sta pianificando di adottare misure per orientarsi nel panorama commerciale in evoluzione.
La deglobalizzazione richiede infatti di dare priorità all'agilità e di ridurre l'esposizione alle politiche commerciali, attraverso maggiore produzione locale, adeguando il mix di prodotti e cercando mercati meno colpiti.
 

3. Specializzazione è meglio che ampiezza

Secondo il 71% del campione, una maggiore specializzazione è utile per migliorare in efficienza e semplificazione.
Nel contesto attuale, è opportuno focalizzarsi cedendo attività, razionalizzando il portfolio prodotti, acquisendo in categorie di crescita mirate e, quando possibile, utilizzando joint venture per esplorare maggiori opportunità.
 

4. Le strutture si semplificheranno

Secondo I’89% dei dirigenti, la propria impresa intende creare una cultura di velocità e agilità.
L’adozione e il potenziamento dall’AI permetteranno di ridurre la complessità organizzativa in modi che non erano possibili prima. Insieme a questo, sarà possibile sfruttare l'outsourcing come agente di cambiamento.
 

5. La crescita è sganciata dalle assunzioni

Il 76% degli intervistati ritiene che la trasformazione digitale sia necessaria per competere con successo.
La strada verso la produttività è ora maggiormente digitale. È utile investire in modo appropriato e lasciare che l'intelligenza artificiale si occupi di compiti più tecnici, ripetibili e burocratici, permettendo ai dipendenti di crescere in creatività, giudizio e responsabilità.
 

6. Rinegoziazione delle catene del valore

Il 79% dei dirigenti del Consumer Products prevede che nei prossimi due o tre anni l'equilibrio di potere si sposterà maggiormente a favore dei Retailers.
I ruoli tradizionali stanno cambiando, poiché i maggiori retailers stanno acquisendo maggiore potere di mercato, espandendo i loro private label ​​e sfruttando la loro posizione di leadership nell'acquisizione dei dati dei consumatori.
 

7. Agentic AI: l'offerta si confronterà con la domanda

Il 92% del campione sta implementando agenti AI e sistemi autonomi per eseguire processi chiave nei prossimi 12 mesi.
L’AI sarà più determinante nell'innovazione di prodotto e nel marketing e richiederà alle aziende di rendere le informazioni di prodotto accattivanti e leggibili anche per l'intelligenza artificiale e non solo per la ricerca tradizionale.

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