Il mercato globale Food&Beverage, Personal Care e dei beni per la casa affronta oggi significativi cambiamenti nel contesto demografico, politico, ambientale, tecnologico e culturale, alimentati da fattori come la deglobalizzazione e l'intelligenza artificiale.
Orientamenti consolidati come la scalabilità, l’ottimizzazione e le acquisizioni vengono messi in discussione dalla necessità di specializzazione, velocità e agilità.
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La nuova ricerca Deloitte condotta su 300 executives del settore Consumer Products a livello globale delinea sette principali spunti di riflessione che definiranno le strategie aziendali nei prossimi mesi.
Il 77% dei dirigenti dichiara che i propri investimenti si sposteranno verso prodotti che attraggono i consumatori più attenti al valore.
Secondo l'orientamento prevalente, è opportuno perseguire il valore aggiunto che i consumatori cercano attraverso un bilanciamento tra prezzi basati sul valore e valore basato sui costi, spostando gli investimenti dove i consumatori percepiscono concretamente un vantaggio.
Il 100% del campione sta pianificando di adottare misure per orientarsi nel panorama commerciale in evoluzione.
La deglobalizzazione richiede infatti di dare priorità all'agilità e di ridurre l'esposizione alle politiche commerciali, attraverso maggiore produzione locale, adeguando il mix di prodotti e cercando mercati meno colpiti.
Secondo il 71% del campione, una maggiore specializzazione è utile per migliorare in efficienza e semplificazione.
Nel contesto attuale, è opportuno focalizzarsi cedendo attività, razionalizzando il portfolio prodotti, acquisendo in categorie di crescita mirate e, quando possibile, utilizzando joint venture per esplorare maggiori opportunità.
Secondo I’89% dei dirigenti, la propria impresa intende creare una cultura di velocità e agilità.
L’adozione e il potenziamento dall’AI permetteranno di ridurre la complessità organizzativa in modi che non erano possibili prima. Insieme a questo, sarà possibile sfruttare l'outsourcing come agente di cambiamento.
Il 76% degli intervistati ritiene che la trasformazione digitale sia necessaria per competere con successo.
La strada verso la produttività è ora maggiormente digitale. È utile investire in modo appropriato e lasciare che l'intelligenza artificiale si occupi di compiti più tecnici, ripetibili e burocratici, permettendo ai dipendenti di crescere in creatività, giudizio e responsabilità.
Il 79% dei dirigenti del Consumer Products prevede che nei prossimi due o tre anni l'equilibrio di potere si sposterà maggiormente a favore dei Retailers.
I ruoli tradizionali stanno cambiando, poiché i maggiori retailers stanno acquisendo maggiore potere di mercato, espandendo i loro private label e sfruttando la loro posizione di leadership nell'acquisizione dei dati dei consumatori.
Il 92% del campione sta implementando agenti AI e sistemi autonomi per eseguire processi chiave nei prossimi 12 mesi.
L’AI sarà più determinante nell'innovazione di prodotto e nel marketing e richiederà alle aziende di rendere le informazioni di prodotto accattivanti e leggibili anche per l'intelligenza artificiale e non solo per la ricerca tradizionale.