Io sono Cultura 2026
La cultura è molto più di un settore economico: è una forza che genera valore, innovazione e coesione sociale. In una fase storica segnata da transizioni economiche, tecnologiche e sociali, la cultura si conferma una leva decisiva per l’innovazione e la competitività del Paese.
Il rapporto Io sono Cultura 2026, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Deloitte e Centro Studi Tagliacarne, analizza ogni anno il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC), comprendente i settori culturali e creativi (Core Cultura) e gli Embedded Creatives, ovvero i professionisti creativi impiegati in altri comparti.
Nel 2025 la filiera convalida la propria capacità di generare occupazione e valore economico: quasi 1,54 milioni di occupati (5,7% dell’occupazione complessiva del Paese) il cui lavoro genera 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto (5,7% del valore aggiunto totale), con un incremento della ricchezza prodotta del +3,3% rispetto all’anno precedente e del +25,3% rispetto al 2021.
Ritmi di crescita superiori rispetto all’intera economia italiana, nel breve e nel medio termine, anche per l’occupazione della filiera (+1,7% rispetto al 2024 e +9,6% rispetto al 2021), grazie alle oltre 292 mila imprese (+1,2% nell’ultimo anno e +8,1% rispetto al 2021) e 27.240 organizzazioni non profit, pari al 7,4% del totale nazionale.
La crescita ha interessato entrambe le componenti del sistema. Da un lato il Core Cultura, che nel 2025 genera 66,8 miliardi di euro di valore aggiunto e cresce del +3,2% rispetto all’anno precedente; dall’altro gli Embedded Creatives, ossia i professionisti culturali e creativi impiegati nei settori non strettamente culturali, che producono quasi 49 miliardi di euro e registrano una crescita del +3,4%. Numeri che raccontano una forza economica rilevante, ma che rimandano anche a qualcosa di più profondo: la capacità della cultura di produrre innovazione, relazioni, inclusione, identità e fiducia, ingredienti essenziali della competitività italiana.
Grazie al contributo di Deloitte, per la prima volta nell'edizione 2026 la sezione dedicata all'impostazione metodologica dello studio evidenzia come la dimensione economica, pur rappresentando il fulcro del rapporto, costituisca solo una delle prospettive attraverso cui la cultura genera valore per la società. La cultura contribuisce infatti in modo significativo anche ad altre dimensioni dello sviluppo – tra cui il benessere, la coesione sociale, la produzione e la diffusione della conoscenza, la partecipazione e la sostenibilità ambientale – che risultano difficilmente misurabili attraverso i tradizionali strumenti economici e richiedono pertanto approcci multidimensionali, come quello proposto dal framework UNESCO Culture|2030 Indicators.
All'interno di questo stesso quadro metodologico, Deloitte ha inoltre curato un focus dedicato alla misurazione dell'impatto della Milano Music Week, il programma musicale promosso dal Comune di Milano. La musica rappresenta infatti una risorsa capace di generare valore ben oltre la dimensione economica, contribuendo alla crescita culturale e professionale delle persone, alla vitalità delle comunità e all'attrattività dei territori. Proprio per rendere visibili questi effetti e favorire una comprensione più ampia del valore generato, la misurazione d'impatto si conferma uno strumento fondamentale.
L'analisi della Milano Music Week, condotta applicando il framework UNESCO Culture|2030 Indicators, ha confermato il ruolo della musica come motore di incontro e confronto, capace di generare valore per la città e per l'intero ecosistema culturale.