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Design Economy 2026

Una fotografia dell’economia del Design in Italia e in Europa

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Design Economy 2026

 

In un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche, il design evolve e rafforza il proprio ruolo strategico, diventando sempre più un elemento chiave nella costruzione di connessioni tra innovazione, sostenibilità e valore per le persone. Oggi progettare non significa più soltanto migliorare prodotti o servizi, ma interpretare i cambiamenti della società, dare forma a nuove esperienze e contribuire concretamente alla competitività delle imprese.

Il report Design Economy, promosso da Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design e ADI (Associazione per il Disegno Industriale), in collaborazione con Comieco, AlmaLaurea e CUID, ADI Design MuseumAIPi, AIAP e Circolo del Design, con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy  e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal 2017 analizza annualmente il settore del design made in Italy. L'analisi si inserisce in questo scenario di cambiamento, offrendo una lettura aggiornata dell’evoluzione del settore e del suo contributo all’economia, con un focus sui principali trend, sulle competenze emergenti e sulle sfide che stanno ridefinendo il ruolo del design in Italia e in Europa.

Il design tra crescita economica e sfide strutturali


A livello europeo, il design rappresenta oggi una componente strutturale dell’economia, con circa 295 mila imprese attive, un fatturato complessivo di 31 miliardi di euro e oltre 356 mila addetti. All’interno di questo scenario, l’Italia conferma una posizione di primo piano, concentrando il 21,5% degli occupati europei del settore e generando il 20% del fatturato complessivo, con una crescita annua del +9,8%, superiore alla media europea.

Nonostante questi risultati, emergono alcune aree di miglioramento, in particolare in termini di produttività e dimensione delle imprese. Il fatturato per addetto, pari a 81,1 mila euro, resta infatti inferiore alla media europea, evidenziando la necessità di rafforzare i modelli organizzativi e la capacità di operare su segmenti a più alto valore aggiunto.

 
Un settore in trasformazione: tra specializzazione e riconoscimento
 

Il design sta attraversando una fase di profonda evoluzione, ampliando progressivamente il proprio ambito di applicazione. Accanto alle aree tradizionali, si affermano nuovi ambiti legati alla progettazione di servizi, esperienze digitali e sistemi complessi, riflettendo la crescente articolazione dei contesti in cui le imprese operano.

Parallelamente, emerge un paradosso: mentre la domanda di competenze progettuali continua a crescere, il loro riconoscimento esplicito come “design” non è sempre altrettanto diffuso. Le imprese cercano sempre più capacità di integrazione, visione sistemica e orientamento all’utente, ma tendono a descriverle in termini tecnologici o manageriali, rendendo meno evidente il contributo specifico della disciplina.

 
Sostenibilità e innovazione: il contributo del design


La sostenibilità rappresenta oggi uno dei principali driver dell’evoluzione del design. Negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo della domanda di progettazione orientata alla sostenibilità, segnalato dal 74,2% degli operatori, accompagnato da un livello di competenze medio-alto dichiarato dall’81,9% del campione.

In questo contesto, il design svolge un ruolo fondamentale nel rendere la transizione ecologica non solo possibile, ma anche concreta e accessibile, traducendo obiettivi complessi in soluzioni applicabili nei processi produttivi e nei comportamenti di consumo.

 

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul design


L’evoluzione tecnologica, e in particolare la diffusione della Generative AI, sta ridefinendo in modo significativo le modalità operative del design. Oggi questa tecnologia non è più confinata alla sperimentazione, ma si configura come un’infrastruttura sempre più integrata nei processi progettuali. Il 39,2% delle organizzazioni ne fa già un utilizzo quotidiano e il 94% degli operatori dichiara di aver migliorato le proprie competenze negli ultimi due anni.

La GenAI viene prevalentemente interpretata come un acceleratore di processi e uno strumento di supporto decisionale, soprattutto nelle fasi analitiche e di sviluppo tecnico. Allo stesso tempo, la sua diffusione solleva nuove questioni legate alla governance, alla trasparenza e alla sostenibilità, che richiedono un approccio sempre più consapevole e strutturato.

 

Formazione, competenze e occupazione


Il rafforzamento del ruolo del design si riflette anche nell’evoluzione del sistema formativo, che in Italia conta oggi 100 istituti e 369 corsi di studio, con una crescita rispetto agli anni precedenti. Il settore si conferma inoltre ad alto rendimento occupazionale, con un tasso di occupazione del 92,4% a cinque anni dalla laurea, superiore alla media nazionale.

Accanto alla tradizionale centralità della Lombardia, emergono dinamiche di crescita anche nel Centro e nel Sud del Paese, contribuendo a una diffusione più ampia delle competenze e a un progressivo riequilibrio territoriale.

 

Il design come leva strategica per il futuro


In uno scenario sempre più complesso, il design si afferma come una leva strategica capace di integrare dimensioni tecnologiche, economiche e sociali, trasformando l’innovazione in valore concreto per imprese e persone. La sua capacità di connettere competenze, interpretare bisogni e guidare il cambiamento lo rende un elemento centrale per affrontare le sfide della transizione digitale ed ecologica.

La sfida per il sistema italiano sarà quella di valorizzare pienamente questo potenziale, rafforzando il riconoscimento del design e la sua integrazione nei processi decisionali e industriali.

 

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