Nel 2015 Deloitte ha lanciato il progetto “WHY” con l’obiettivo di raccontare “il bello e il buono” del tessuto economico italiano, il rapporto con i territori e i distretti produttivi, gli aspetti da valorizzare e quelli da sostenere. Dopo un percorso decennale, che ha attraversato vari ambiti del nostro Paese, è nata la prima edizione di Why Italia, osservatorio che abbraccia il percorso delle imprese negli anni dal 2018 al 2024, considerando l’andamento del 2025 e tracciando alcune prospettive per il 2026.
Lo studio analizza le performance di un campione di oltre 75.000 imprese italiane, con più di 5 milioni di euro di fatturato e almeno 5 dipendenti, attive tra il 2018 e il 2024, con l’obiettivo di offrire una chiave di lettura delle trasformazioni in atto, mettendo in luce le eccellenze, le competenze e il potenziale di crescita che rendono unico il tessuto economico nazionale.
Lo studio del tessuto economico e produttivo della Liguria si basa su un’analisi di un campione composto da 1.332 imprese che generano complessivamente oltre 63 miliardi di euro di fatturato, oltre 2,6 miliardi di euro di risultato netto totale e impiegano più di 131 mila addetti.
Nel periodo 2018-2024, il campione delle imprese liguri analizzato (753 imprese che presentavano dati di bilancio consistenti) ha registrato una crescita del fatturato del 40% in termini nominali (18% in termini reali), dell’utile netto complessivo dell’88%, dei dipendenti del 12%.
Le Best Performer sono le imprese che, tra il 2022 e il 2024, hanno registrato una crescita consecutiva sia del fatturato sia del risultato netto. In Liguria, il campione delle Best Performer comprende 136 aziende che, nel 2024, generano complessivamente 7,8 miliardi di euro di fatturato, 1,25 miliardi di risultato netto e impiegano oltre 15 mila addetti. Nel periodo considerato, queste imprese mostrano una dinamica superiore alla media: il fatturato cresce del oltre 91% (61% in termini reali), gli utili aumentano dell’più di 376% e l’occupazione sale del oltre 36%. Si tratta quindi di un gruppo relativamente ristretto, ma particolarmente dinamico, che contribuisce in modo significativo alla creazione di valore e alla crescita complessiva del territorio.
La Liguria rappresenta un caso di specializzazione territoriale molto marcata all'interno del sistema economico italiano. L’economia ligure è, infatti, fortemente legata alla blue economy, caratterizzata da una stretta integrazione tra portualità, logistica, cantieristica, servizi avanzati e manifattura specializzata. Accanto alla blue-economy, il comparto energetico e tutta l’industria ad esso connessa fanno da traino nella creazione di valore aggiunto per la regione.
Il profilo economico ligure è caratterizzato da una concentrazione settoriale significativa, dove quattro macrosettori (Utilities, Manifattura, Commercio, Trasporti e logistica) generano l’82% del fatturato complessivo, riflettendo scelte storiche di specializzazione verso attività legate al mare, all'energia e alla trasformazione industriale.
Le grandi imprese rappresentano l’1,6% del totale (22 aziende), concentrano quasi la metà del fatturato, con oltre 30 miliardi di euro e un risultato netto superiore a 1,3 miliardi, e impiegano più di 26 mila addetti. Accanto a questa élite industriale si colloca il segmento delle imprese di medie dimensioni, che costituiscono l’11,2% del campione e garantiscono il più grande contributo a livello occupazionale nella regione.
Le quattro province della Liguria presentano una composizione economica molto diversificata, con specializzazioni territoriali marcate. Genova concentra la maggior parte del fatturato regionale e dell'occupazione, con un'economia basata sul trasporto marittimo, la logistica portuale e la nautica. La Spezia mostra una specializzazione ancora più marcata nella costruzione navale, Savona è il centro dell'industria chimica e petrolifera. Imperia, infine, presenta un'economia più diversificata e orientata più verso il turismo, l’agricoltura e l’industria alimentare.
Le Utilities (servizi di pubblica utilità) e in particolare il comparto della fornitura di energia, con il 5,1% delle imprese del campione regionale genera il 24,2% del fatturato totale (il più alto in valore assoluto) generando 15,4 miliardi di euro di fatturato con un utile netto di 457 milioni di euro. Il settore delle utilities ha registrato una crescita complessiva del 48% nel fatturato nel periodo 2018-2024, mentre l'utile netto è cresciuto ancora più significativamente del 76%. L'occupazione è cresciuta dell'11,8%.
I trasporti e la logistica generano 10,8 miliardi di euro di fatturato (17,1% del totale) con una marginalità media dell'8%, rappresentando il settore con la migliore marginalità tra i principali. Questi comparti rappresentano il vero motore economico della Liguria, con specializzazioni molto marcate nel trasporto via mare e nella logistica portuale. La nautica e il trasporto marittimo rappresentano infatti l'eccellenza riconosciuta a livello mondiale della Liguria, dove il settore della costruzione navale (navi da crociera, yatch, imbarcazioni specializzate) è ad alto valore aggiunto e si caratterizza per un'elevata specializzazione tecnologica e una reputazione internazionale consolidata. Accanto a questi comparti, anche la logistica portuale posiziona la Liguria come snodo cruciale per il commercio internazionale, in particolare per il traffico tra il Nord Europa e il Mediterraneo.
Il Manifatturiero ligure, con 316 imprese e 28.140 dipendenti, genera 14,5 miliardi di euro di fatturato. Il settore presenta specializzazioni in macchinari, metalli, chimica, nautica e costruzioni, riflettendo scelte storiche di focalizzazione verso attività legate al mare e alle costruzioni navali. Il settore manifatturiero ha registrato una crescita complessiva del 31% nel fatturato nel periodo 2018-2024, mentre l'occupazione è rimasta sostanzialmente stabile, con una leggera contrazione del 2%.
Il commercio, con 394 imprese e oltre 21mila dipendenti, rappresenta il 18,6% del fatturato totale (11,8 miliardi di euro). Il settore del commercio ha registrato una crescita complessiva del 43% nel fatturato nel periodo 2018-2024, mentre l'utile netto è cresciuto del 97% (anche se la marginalità media rimane molto bassa, passando da 0,9% nel 2018 a 1,2% nel 2024). L'occupazione è cresciuta del 30,5%, indicando una generale espansione del settore.