Authors: Jordan Bish, Dr. Andreas Gentner
In un mondo sempre più complesso e interconnesso, l’Europa1 continua ad affrontare barriere strutturali per la sua crescita. Garantire una crescita resiliente e una prosperità duratura è una priorità condivisa da aziende e governi in tutto il continente.
Le recenti tensioni geopolitiche hanno messo in luce una vulnerabilità critica: la grande dipendenza dell’Europa da fonti esterne per materiali e servizi essenziali. Questa dipendenza espone a rischi rilevanti sia la resilienza nazionale che quella regionale. Allo stesso tempo, l’innovazione tecnologica, in particolare il campo dell’intelligenza artificiale (AI), è un motore di crescita economica e competitività globale. Tuttavia, l’Europa è oggi in ritardo rispetto a Stati Uniti e Cina per quanto riguarda la propria capacità di scaling di grandi aziende influenti nel campo AI, il che testimonia un crescente divario negli investimenti tecnologici e la presenza di preoccupazioni sempre più urgenti sulla capacità europea di innovazione e sulla sua sovranità tecnologica.
La sfida per la crescita dell’Europa è chiara. Le regioni del mondo che crescono più rapidamente presentano due caratteristiche fondamentali: sono meno dipendenti da catene di fornitura esterne per le proprie attività principali e guidano la corsa globale nella tecnologia e nell’AI. L’Europa, al contrario, non dispone di nessuna delle due caratteristiche. Le sue vulnerabilità geopolitiche mettono in evidenza i rischi legati alla dipendenza da fattori esterni, mentre la sua posizione di terzo player nel settore AI rispetto a Stati Uniti e Cina, unitamente ai suoi precedenti limitati nella commercializzazione delle innovazioni e nella capacità di trattenere i talenti tecnologici, mette a rischio la sua futura leadership tecnologica.
Di fronte a queste sfide, la domanda è: cosa può fare l’Europa per superarle e rafforzare al contempo la propria sovranità tecnologica e la propria capacità di innovazione? Il Centre for the Long View di Deloitte affronta questa domanda esplorando quattro scenari estremi ma plausibili, che potrebbero influenzare la traiettoria della sovranità tecnologica e dell’innovazione in Europa nel prossimo decennio, in un contesto globale in rapida evoluzione.
L’Europa sarà un leader tecnologico nel prossimo decennio? Quale ruolo giocherà la sua industria tecnologica nel cogliere il potenziale di innovazioni come l’AI, il calcolo quantistico e altre tecnologie di frontiera? Soprattutto, come può evitare di arretrare ulteriormente nella competizione globale verso l’innovazione tecnologica e il successo dei propri business?
La posizione dell’Europa, come pioniere, seguace o ritardatario nello sviluppo e nell’adozione di nuove tecnologie, ha da tempo implicazioni sia geopolitiche che economiche. In un’epoca di crescenti tensioni globali e di partnership internazionali sempre più fragili, la resilienza nella digitalizzazione è essenziale tanto per i governi quanto per le imprese europee. Al centro di questa resilienza vi è il concetto di “sovranità tecnologica”: la capacità di sviluppare, controllare e sfruttare in modo indipendente le tecnologie critiche.
La sovranità tecnologica e l’innovazione non sono cruciali soltanto per il settore tecnologico europeo, ma anche per le industrie tradizionali che fanno leva sul digitale per trasformare processi e modelli di business.
Il Centre for the Long View di Deloitte, insieme a un team di esperti di tecnologia europei, ha definito quattro scenari distinti che descrivono possibili futuri per l’industria tech del continente. Gli scenari si basano su una metodologia consolidata e distintiva, già applicata al mercato tedesco e successivamente adattata a una prospettiva paneuropea.
Pur essendo volutamente estremi, questi quattro scenari restano plausibili. Indicano che il futuro digitale dell’Europa dipenderà dalla sua capacità di coltivare innovazione domestica, sfruttando al contempo i benefici dell’AI per generare esiti positivi sul mercato del lavoro e mitigare i rischi sociali. Analizzando questi futuri possibili, policy maker, leader di imprese, autorità di regolamentazione e investitori possono prendere oggi decisioni più informate – decisioni che determineranno se, nel prossimo decennio, l’Europa diventerà un hub tecnologico forte, resiliente e sovrano.
Per avere successo, l’Europa deve valorizzare i propri punti di forza digitali già esistenti: una profonda competenza B2B, standard di qualità elevati, un sistema educativo robusto, una cooperazione transfrontaliera efficace all’interno del mercato unico e un tessuto di piccole e medie imprese (PMI) specializzate che rappresentano l’ossatura dell’economia. L’obiettivo non è replicare la Silicon Valley o la Cina, ma promuovere un’evoluzione digitale radicata nei valori e nei punti di forza specifici dell’Europa.
Il futuro digitale dell’Europa è destinato a trasformarsi in profondità nel prossimo decennio, spinto dalla combinazione di due forze dirompenti: l’intelligenza artificiale e la geopolitica. Ciascuna, presa singolarmente, ha un impatto rilevante; insieme, creano una dinamica di cambiamento senza precedenti che coinvolge tutti gli attori dell’area.
L’AI esiste da decenni, ma i recenti progressi nelle capacità generative e nell’elaborazione del linguaggio naturale (natural language processing - NLP) l’hanno reso molto più accessibile e utile per un’ampia platea di utenti. Tutto ciò ha innescato una rapida espansione dei casi d’uso e accelerato l’innovazione, alimentata da ingenti flussi di capitale.L’AI sta diventando un componente cruciale di questi processi, paragonabile alle reti energetiche, diventando fondamentale per il funzionamento della società. L’AI Abilita nuovi modelli di business e offre importanti efficienze operative, ma introduce anche un insieme articolato di rischi: dalla privacy alla sicurezza, dalla responsabilità all’impatto sociale.L’Europa si confronta con una sfida regolatoria particolarmente complessa, dovendo armonizzare oltre 20 regimi nazionali differenti, a differenza degli approcci più unitari adottati negli Stati Uniti e in Cina. Il modo in cui regolazione e innovazione evolveranno insieme nel contesto europeo sarà un fattore determinante per la futura leadership del continente nell’AI.
La rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina, insieme a partnership transatlantiche sempre più fragili, sta frammentando mercati globali e catene di fornitura. Più del 90% della capacità dei data center dedicati all’AI è oggi controllata da queste due potenze, un dato che evidenzia la dipendenza europea in questo ambito2.
Tecnologia e digitalizzazione sono diventate elementi centrali nella competizione geopolitica, con impatti sull’accesso a materie prime, brevetti, capacità di produzione di semiconduttori e infrastrutture dati. In risposta, la Commissione europea ha reso la sovranità tecnologica una priorità, attraverso iniziative come il Digital Decade, il Chips Act e l’AI Act, sostenute da strategie nazionali degli Stati membri, tra cui il piano “France 2030”, il nuovo Ministero del Digitale in Germania e le strategie di digitalizzazione dei Paesi nordici.Accelerare l’innovazione e, parallelamente, ridurre le dipendenze da fattori esterni è diventato un elemento chiave dell’agenda per la competitività dell’Europa.
Sette gruppi chiave di stakeholder plasmeranno il percorso di digitalizzazione dell’Europa e il suo sviluppo come polo tecnologico. Il loro ruolo e la loro influenza variano sensibilmente a seconda dei quattro scenari: i “vincitori” in uno scenario possono essere i “perdenti” in un altro. Le descrizioni che seguono riflettono la situazione fino al 2026 e potrebbero cambiare in modo significativo nei prossimi dieci anni.
Per sviluppare previsioni plausibili sul futuro del settore tecnologico europeo, il Centre for the Long View di Deloitte ha identificato 90 driver rilevanti nello sviluppo futuro. Tali driver sono emersi da interviste con esperti, analisi di trend e modelli predittivi basati sull’AI, con l’obiettivo di cogliere le complesse interazioni tra forze politiche, economiche, tecnologiche, scientifiche e sociali che avranno un impatto decisivo sul futuro dell’industria tecnologica in Europa.
L’importanza di ciascun driver è stata valutata e validata da un panel di esperti e classificata in base al livello di incertezza e di influenza. Questo processo ha portato a distinguere due categorie particolarmente rilevanti per la definizione degli scenari.
Fonte: analisi Deloitte
“I trend critici” e “le incertezze critiche” sono ugualmente importanti per il futuro della digitalizzazione in Europa. Tuttavia, nello sviluppo dei nostri scenari ci concentriamo inizialmente in misura maggiore sulle incertezze critiche, perché saranno queste a determinare quale dei nostri quattro scenari emergerà. Abbiamo quindi esaminato 27 incertezze critiche in termini di rilevanza e di interdipendenza, le abbiamo raggruppate come mostrato nella Figura 3 e ne abbiamo ricavato due domande chiave che inquadrano il futuro del settore tecnologico europeo:
Le due domande chiave sono:
Queste domande costituiscono gli assi della matrice degli scenari: la prima riflette il forte slancio dell’AI e della sovranità tecnologica, la seconda mette in evidenza il ruolo fondamentale del mercato del lavoro per la prosperità dell’Europa. Insieme, forniscono il framework per esplorare i quattro scenari distinti che plasmeranno il settore tecnologico del continente.
Le numerose incertezze critiche mostrano che il futuro tecnologico dell’Europa non può essere previsto con sicurezza. Oltre agli assi della matrice degli scenari, diversi fattori chiave, tuttora incerti, influenzeranno tutti e quattro gli scenari e sono considerati come segue:
Nonostante le incertezze sopra descritte, il confronto con gli esperti evidenzia diversi fattori trainanti caratterizzati da elevata influenza e alta probabilità di realizzazione. Tre previsioni chiave emergono in modo trasversale in tutti e quattro gli scenari.
I quattro scenari qui presentati sono volutamente estremi e stimolanti, ma restano plausibili. Questa è l’essenza dello scenario analysis: esplorare una gamma di futuri possibili che mettano in discussione le convinzioni attuali e aiutino gli stakeholder a prepararsi all’incertezza. Ciascuno scenario evidenzia traiettorie diverse che la trasformazione digitale dell’Europa potrebbe seguire, modellate dalle scelte in materia di innovazione, regolamentazione, talento e sovranità.
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Scenario |
Descrizione |
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Leader globale del mercato digitale |
L’Europa riesce a trasformare la sua forza di continente di “campioni nascosti” in una leadership digitale globale, affermandosi sulla scena mondiale con soluzioni altamente specializzate. |
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Digital talent factory |
L’Europa diventa un hub di punta per l’innovazione e lo sviluppo dei colossi tecnologici globali. Pur contribuendo a plasmare la trasformazione digitale, rimane dipendente da decisioni prese altrove. |
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Campioni digitali europei |
L’Europa diventa un hub di punta per l’innovazione e lo sviluppo dei colossi tecnologici globali. Pur contribuendo a plasmare la trasformazione digitale, rimane dipendente da decisioni prese altrove. |
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La sfida per evitare la retrocessione digitale |
L’Europa arretra e diventa un ritardatario digitale, povero di innovazione e completamente dipendente da piattaforme, servizi cloud e sistemi AI stranieri. |
Come possono i sette gruppi di stakeholder europei far progredire la digitalizzazione traendone al contempo beneficio? Rispondere a questa domanda è complesso, perché i due principali fattori dirompenti, l’AI e la geopolitica, eserciteranno una spinta eccezionalmente forte nei prossimi anni.
Non è più sufficiente limitarsi a osservare i nuovi trend e gli sviluppi di mercato all’interno dell’industria tech europea; gli attori devono adottare una prospettiva internazionale. Le politiche doganali e commerciali assumono sempre più una valenza strategica, partnership di lunga data perdono affidabilità e le catene di fornitura diventano più fragili.
Di conseguenza, gli operatori del settore tecnologico europeo devono riesaminare e adattare regolarmente le proprie strategie. I quattro scenari che abbiamo delineato offrono indicazioni preziose, consentendo alle imprese di definire strategie robuste e dinamiche, valide in tutti gli scenari o in scenari specifici. La considerazione sistematica di tutte le possibili evoluzioni costituisce la base per uno sviluppo strategico olistico, aiutando aziende e settore pubblico a rispondere con flessibilità a condizioni di mercato e sviluppi eterogenei.
Gli autori desiderano ringraziare Ralf Esser, Wanja Giessen, Helen Cerys Garbade Jones e Sophie Beerlage per il loro contributo a questo articolo.
1Per chiarezza, in questo articolo il termine “Europa” si riferisce all’Europa continentale o al più ampio continente europeo, e non all’Unione europea (UE). Eventuali riferimenti a regolamentazioni valide sull’intero continente riguardano norme dell’UE e sono esplicitamente identificate come tali, salvo diversa indicazione.
2Adam Satariano and Paul Mozur, “AI computing power is splitting the world into haves and have-nots,” The New York Times, 21 June 2025.
3Kai Nicol-Schwarz, “These four charts show how reliant Europe is on U.S. digital infrastructure,” CNBC, 13 February 2026.
4Raphael Satter and Alexandra Alper, “US orders diplomats to fight data sovereignty initiatives,” Reuters, 25 February 2026.
5Josh Lerner, “The venture capital challenge for Europe,” CEPR, 20 February 2026.
6Questa stima è derivata da precedenti analisi e simulazioni di Deloitte che prevedono la crescita del settore tecnologico europeo fino al 2030. Le proiezioni di ricavi presentate negli scenari sono basate su questa metodologia originaria.