Con Hero, Father, Friend, il fotografo e regista ghanese Carlos Idun-Tawiah (1997) si è aggiudicato il premio nella sezione Segnalazioni del Photo Grant di Deloitte 2025, il grant fotografico internazionale promosso da Deloitte Italia con il patrocinio di Fondazione Deloitte, in collaborazione con Triennale Milano, la direzione artistica di Denis Curti e il team di BlackCamera.
L’artista iraniana Atefe Moeini (1998) è invece la vincitrice della sezione Open Call per l’idea progettuale Go Live.
«Il panorama della fotografia si arricchisce di due nuovi giovani nomi, destinati a tracciare un preciso percorso nella direzione della narrazione e della sperimentazione», dichiara Denis Curti, direttore artistico del Photo Grant di Deloitte. «Giunto alla terza edizione, il Photo Grant di Deloitte registra un incremento di adesioni nella sezione Open Call, confermandosi come una delle più interessanti opportunità per la giovane creatività nel mondo della fotografia. Mi preme anche sottolineare la dimensione internazionale dell’iniziativa, che ha registrato application provenienti da 41 differenti Paesi».
Il lavoro Hero, Father, Friend sarà protagonista di una mostra in Triennale Milano, dal 27 novembre 2025 al 25 gennaio 2026, che ospiterà anche il progetto fotografico Reinas di Fabiola Ferrero, la fotografa venezuelana vincitrice dell’edizione 2024, categoria Open Call. Sarà presentata anche un’anteprima del progetto Go Live di Atefe Moeini, sezione Open Call dell’edizione 2025.
Il lavoro fotografico Hero, Father, Friend di Carlos Idun-Tawiah si presenta come un diario intimo, un viaggio profondo attraverso la memoria, innescato dal lutto e dalla ricerca della propria identità. L'autore affronta infatti il vuoto creato dalla perdita del padre, segnato dalla scarsissima, se non nulla, documentazione fotografica che testimonia il loro rapporto. L’assenza di immagini visive ha reso i ricordi sbiaditi, diventando così una ricostruzione mentale e immaginaria di quel legame.
«Dopo aver perso mio padre a diciott’anni, mi sono rimasti pochissimi scatti che ci ritraggono insieme. Ciò che resta sono ricordi lontani e ritratti formali in studio, immagini che sembrano scollegate dalla nostra relazione quotidiana. All’epoca la fotografia non era così accessibile, e l’archivio che avrei voluto semplicemente non esiste. ‘Hero, Father, Friend’ nasce come risposta a questa assenza. Ricostruisce i momenti emotivi e visivi che ho desiderato, colmandone le lacune con scene sia reali che immaginate», le parole di Carlos Idun-Tawiah.
Protagonisti delle fotografie sono momenti sulla spiaggia con lo zio, lezioni di pianoforte con il nonno, partite di calcio con i cugini più grandi: queste esperienze hanno colmato l’assenza del padre e hanno ricordato all’artista che l’amore spesso arriva in modi inaspettati. Nasce così una riflessione sulla paternità non solo come un ruolo biologico o di responsabilità, ma come un dono che può manifestarsi in molte forme.
Il lavoro vive così nella tensione tra realtà e finzione, intrecciando due linee temporali: una radicata nelle esperienze vissute con zii, mentori e anziani della chiesa che hanno preso il posto del padre dopo la sua scomparsa; l’altra immaginaria, plasmata da ciò che avrebbe potuto essere. La fotografia diventa così uno strumento capace di collocare passato, presente e futuro in un’unica dimensione atemporale.
Hero, Father, Friend rispecchia pienamente il tema del concorso di quest’anno, Contrast, offrendo una risposta stratificata: custodisce il contrasto emotivo tra dolore e desiderio, il contrasto visivo tra ritratti messi in scena e ricostruzioni intime, e il contrasto sociale tra le narrazioni dominanti sulla paternità nera e le forme di cura quotidiana, sfumate e spesso invisibili.
Con il progetto di Carlos Idun-Tawiah, la fotografia si rivela un potente strumento di ‘recupero emotivo’, capace di andare oltre la semplice documentazione per reinventare i legami umani attraverso una nuova grammatica visiva della memoria. Attraverso il Photo Grant, Fondazione Deloitte è orgogliosa di sostenere artisti che trasformano la memoria in uno spazio fertile di speranza, dove il contrasto tra realtà e immaginazione diventa occasione di incontro, riflessione e rinascita.
Guido Borsani, Presidente di Fondazione Deloitte.
Il progetto fotografico Go Live di Atefe Moeini nasce da un’esperienza biografica dell’artista: nel 2018 è stata arrestata dalla polizia morale a Teheran per aver indossato jeans strappati, un foulard rosso e un cappotto lungo.
«Sono stata gettata in una macchina della polizia, trattenuta per ore e costretta a cambiarmi con ciò che loro consideravano abbigliamento “islamico” prima di essere rilasciata», ricorda Atefe Moeini. «Ciò che mi è rimasto non è stata solo la paura, ma una profonda frattura, la sensazione che il mio corpo fosse diventato un campo di battaglia».
Questo evento è stato l’inizio di Go Live, lavoro fotografico ancora in corso, incentrato sulle vite delle donne iraniane, la cui presenza nello spazio pubblico è costantemente sorvegliata, giudicata e punita.
Moeini ritrae donne che, come lei, sono state arrestate o ammonite per il loro abbigliamento, chiedendo loro di indossare proprio quegli abiti incriminati. Alcune mostrano il volto, altre scelgono l’anonimato. Insieme, danno forma a una ribellione silenziosa, una memoria visiva di resistenza, orgoglio e sopravvivenza.
Il titolo Go Live trae ispirazione da un tatuaggio su una delle donne fotografate, ma richiama anche il flusso di video diffusi sui social che documentano gli abusi contro le donne in Iran: immagini di arresti, pestaggi e repressione. In questo contesto, andare “live” diventa un atto di difesa, un gesto di visibilità prima che lo Stato potesse cancellare.
Dopo il suo trasferimento negli Stati Uniti nel 2024, Moeini ha continuato il progetto in esilio, portando con sé i tessuti della sua infanzia, hijab, uniformi scolastiche e memorie materiali. Nella sua stanza costruisce ritratti sospesi tra memoria e performance. Un chador si trasforma in fantasma, un corpo alza i pugni in una lotta immaginaria. Le sue immagini si muovono tra passato e presente, libertà e censura, visibilità e oblio.
Go Live è una serie di ritratti che unisce amiche in esilio, combattenti anonime e momenti di intimità e cura tra donne. È una testimonianza potente sull’essere viste, dopo anni in cui è stato imposto di non esserlo.
DELOITTE
Il network Deloitte, leader nei servizi professionali alle imprese, opera a livello globale in più di 150 Paesi nel mondo con oltre 460 mila persone. In Italia, Deloitte è presente in 23 città con più di 14.000 persone che assistono aziende e organizzazioni offrendo servizi di Audit & Assurance, Technology & Transformation, Strategy, Risk & Transactions Advisory e Tax & Legal.
Deloitte supporta la produttività e la competitività delle aziende dei settori Consumer, Energy, Resources & Industrial, Financial Services Life Science & Health Care, Government & Public Services, Technology, Media & Telecommunications, accompagnandole nelle sfide della transizione digitale ed ecologica attraverso soluzioni innovative.