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La funzione Finance evolve: sempre più centrale nelle decisioni su AI, tecnologia, investimenti e creazione di valore, con i CFO chiamati a guidare la trasformazione dell’impresa.
La crescente diffusione dell’Intelligenza Artificiale e delle nuove tecnologie sta trasformando il ruolo della funzione Finance. I CFO sono oggi chiamati non solo a guidare l’evoluzione dei propri team, ma anche a contribuire alle decisioni strategiche dell’organizzazione, definendo dove investire, come governare lenuove tecnologie e come misurare e generare valore per gli stakeholder.
La seconda edizione di Deloitte Finance Trends analizza questa evoluzione attraverso una survey condotta su 1.434 finance leader in 26 Paesi, integrata da interviste individuali a 12 executive. La ricerca individua cinque trend destinati a influenzare maggiormente la funzione Finance fino al 2027, evidenziando come tecnologia, AI, disciplina dei costi, allocazione del capitale e trasformazione organizzativa stiano ridefinendo priorità e responsabilità dei CFO.
L'espansione dell'AI porta sulla scrivania dei CFO decisioni che vanno oltre il perimetro tradizionale della funzione Finance: dalla definizione degli investimenti tecnologici alla governance dei dati, fino alla valutazione dei costi, dei benefici e dei rischi associati all'AI.
Il 54% dei finance leader dichiara di avere responsabilità sulla allocazione del capitale per AI e tecnologia a livello enterprise, mentre il 48% è coinvolto nella definizione della fiducia nell'AI, assicurandosi che gli output siano affidabili, accurati e spiegabili. Un ulteriore 48% presidia la spesa e i meccanismi di controllo dei costi legati a AI e tecnologia.
Per oltre due terzi dei leader che hanno assunto queste nuove responsabilità, il cambiamento è avvenuto negli ultimi tre anni, a conferma della rapidità con cui il ruolo del Finance si sta ampliando.
Per supportare un'organizzazione sempre più dinamica, la funzione Finance dovrà aumentare la propria capacità di fornire insight tempestivie di orientare rapidamente le decisioni. Il 48% dei finance leader indica nella disponibilità di dati e insight finanziari in tempo reale la principale area in cui migliorare la responsiveness, seguita dalla capacità di rispondere ai cambiamenti del mercato (36%) e di riallocare rapidamente capitale e finanziamenti (34%).
Per raggiungere questi obiettivi, le organizzazioni stanno intervenendo su tre fronti. Il 46% prevede di modernizzare le piattaforme ERP o unificare i dati Finance, Management e Tax, mentre il 43% intende ripensare il modo in cui il lavoro viene organizzato e svolto, attraverso una riorganizzazione della funzione o il ricorso a partner esterni.
Parallelamente, il 33% punta a introdurre forecasting, scenari e insight basati sull'AI più dinamici e il 29% prevede di sviluppare competenze di Finance legate a dati e Intelligenza Artificiale.
La sfida non è più soltanto capire come introdurre l'AI nel Finance, ma creare le condizioni per scalarla in modo responsabile. Il 77% degli intervistati si dichiara favorevole all'utilizzo di soluzioni agentiche capaci di andare oltre la semplice raccomandazione e prendere alcune decisioni autonomamente. Tuttavia, solo il 14% si sente a proprio agio con l'impiego di agenti completamente autonomi nelle decisioni più critiche.
La fiducia, la qualità dei dati e la governance diventano quindi elementi fondamentali. Il 42% dei finance leader afferma che le proprie ambizioni nell'utilizzo dell'AI agentica superano le capacità attuali dell'organizzazione, soprattutto perché è necessario rafforzare i controlli prima di procedere con lo scaling. Tra i principali ostacoli emerge proprio la mancanza di fiducia nella qualità degli output dell'AI (41%).
Per il Finance questo significa anche ripensare competenze e modelli organizzativi, integrando professionalità come data scientist, engineer e specialisti di change management accanto alle competenze finanziarie tradizionali.
Con la diffusione dell'AI, aumentano anche complessità e imprevedibilità dei costi. Il 60% dei finance leader prevede infatti una crescita significativa dei costi e della complessità legati all'AI entro il 2027.
Token utilizzati, workload, capacità dei data center, infrastrutture e modelli di hosting possono influenzare i costi in modo non lineare, rendendo più complessa la previsione della spesa. Tra le principali criticità emergono l'incertezza normativa e di compliance (20%), la complessità dei modelli di pricing di cloud e vendor (19%) e l'integrazione dei dati di utilizzo con sistemi ERP e Finance (15%).
Diventa quindi necessario passare da una logica focalizzata esclusivamente sulla produttività a una valutazione più ampia del valore generato dagli investimenti in AI, considerando anche impatto su ricavi, marginalità ed enterprise value.
Cybersecurity e rischi legati all'AI (31%), incertezza economica (29%) e tensioni geopolitiche (24%) rappresentano le principali preoccupazioni esterne per i finance leader. In questo scenario, la sovranità tecnologica assume un'importanza crescente nelle decisioni di investimento.
Il 63% degli intervistati considera la tech sovereignty un differenziatore strategico in grado di rafforzare fiducia, resilienza e valore nel lungo periodo, mentre l'84% ritiene che influenzerà le decisioni di allocazione del capitale tecnologico entro il 2027.
Le conseguenze possono riguardare la scelta delle piattaforme tecnologiche (55%), la riallocazione geografica degli asset fisici (16%) e, in alcuni casi, partnership, operazioni di M&A o riorganizzazioni societarie (13%).
Anche la gestione della compliance evolve: il 49% dei finance leader prevede di utilizzare AI o automazione per le attività di compliance ordinaria, mentre il 43% punta a rafforzare data governance e data lineage per migliorare l'auditability.
L'aumento degli investimenti tecnologici richiede infine di ripensare anche i modelli attraverso cui le organizzazioni decidono cosa finanziare e come finanziare l'innovazione.
Il 66% dei finance leader utilizza prevalentemente processi interni per approvare grandi investimenti in AI e tecnologia, ponendo la misurazione al centro del processo decisionale. Allo stesso tempo, emergono modalità di finanziamento più flessibili: il 26% prevede di esplorare nuovi accordi di managed services con obiettivi di efficienza condivisi e oltre il 20% considera veicoli di co-investimento con partner esterni.
Il Finance è quindi sempre più chiamato a trovare un equilibrio tra velocità, controllo e creazione di valore, contribuendo a costruire un modello di investimento capace di sostenere l'innovazione senza perdere di vista rischio, accountability e ritorno atteso.
I risultati della ricerca delineano una funzione Finance destinata ad assumere un ruolo sempre più trasversale e strategico. Il CFO non è più chiamato soltanto a ottimizzare la propria funzione, ma a contribuire alle decisioni che determineranno il futuro dell'organizzazione: dove investire, quali rischi assumere, come governare l'AI e come trasformare la tecnologia in valore concreto.
In questo scenario, la capacità di combinare innovazione e governance, autonomia dell'AI e supervisione umana, velocità decisionale e disciplina finanziaria sarà sempre più determinante per guidare una crescita sostenibile e creare valore per tutti gli stakeholder.
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