Il Natale resta, per i consumatori italiani, un momento fortemente legato alle tradizioni e ai rituali familiari. Tuttavia, nel 2025 questo desiderio di continuità convive con una pressione economica più marcata rispetto al resto d’Europa: cresce lo stress, diminuisce la fiducia nella solidità finanziaria futura e l’adozione di strumenti digitali, inclusi quelli basati sull’Intelligenza Artificiale, procede con maggiore prudenza.
È quanto emerge dall’European Holiday Outlook 2025, l’indagine Deloitte ConsumerSignals dedicata ai comportamenti di spesa nel periodo natalizio, che analizza sentiment, priorità e scelte di consumo di oltre 7.000 cittadini europei, con un focus specifico sull’Italia.
Consumatori italiani: spesa stabile, ma con maggiore cautela
Nel confronto europeo, i consumatori italiani si distinguono per un atteggiamento di “tenuta” della spesa natalizia: oltre il 50% prevede di spendere un importo simile a quello dell’anno precedente, un dato leggermente superiore alla media europea. Questo riflette la volontà di preservare le tradizioni, anche in un contesto percepito come incerto.
Allo stesso tempo, la prudenza è più marcata che nel resto d’Europa: circa un italiano su quattro dichiara l’intenzione di ridurre le spese natalizie, prevalentemente attraverso piccoli aggiustamenti e scelte più selettive, piuttosto che tagli drastici. La propensione ad aumentare la spesa resta invece più contenuta rispetto alla media europea, confermando un approccio difensivo e orientato all’equilibrio.
Italia ed Europa a confronto: il caro vita pesa di più sugli italiani
Le motivazioni alla base di questa cautela sono in larga parte comuni in Europa, ma in Italia risultano più intense. L’aumento del costo della vita è indicato come principale fattore di riduzione della spesa dal 52,9% degli italiani, contro il 47,2% della media europea.
Anche la percezione del peggioramento della situazione finanziaria personale è più diffusa: il 38,4% dei consumatori italiani dichiara che le proprie finanze sono peggiorate, rispetto al 33% in Europa. A questo si affianca un atteggiamento più consapevole verso i consumi: il 25,1% degli italiani esprime un desiderio generale di ridurre i consumi (vs 19,8% europeo), segnale di una crescente attenzione all’equilibrio tra spesa e risparmio.
Profili di consumo nei principali Paesi europei
Nel panorama europeo emergono differenze significative. In Francia e Germania, il caro vita e il peggioramento delle finanze personali guidano comportamenti prudenti, seppur con modalità diverse. La Spagna mostra una pressione più legata al contesto macroeconomico che alla situazione individuale, mentre il Regno Unito si distingue per un approccio fortemente orientato alla pianificazione finanziaria e al controllo del budget.
In questo quadro, l’Italia si colloca tra i Paesi con il livello più alto di cautela complessiva: il mix tra aumento del costo della vita, peggioramento percepito delle finanze personali e maggiore insicurezza lavorativa contribuisce a un atteggiamento più selettivo nelle scelte di spesa.
Dove si risparmia durante le feste
Quando il budget si riduce, anche le scelte simboliche del Natale vengono riviste. In Italia, i tagli si concentrano soprattutto sui regali (14,6% contro 9,9% in Europa) e sugli elementi decorativi legati all’atmosfera natalizia (13,2% vs 9,0% europeo).
A livello europeo, invece, le principali voci di risparmio riguardano viaggi (14,2%) ed esperienze come cene fuori ed eventi (13,5%). Ridurre la spesa non significa rinunciare del tutto, ma piuttosto ridimensionare: meno giorni di viaggio, mete più vicine e scelte più essenziali.
Natale e shopping: una fonte crescente distress
Il periodo delle festività porta con sé una forte componente emotiva. In Europa, il 30% dei consumatori considera il Natale un periodo stressante, percentuale che sale al 34% quando si parla di shopping natalizio.
In Italia, i livelli di stress sono ancora più elevati: il 33% ritiene le festività stressanti e il 38% trova stressante lo shopping. A pesare è soprattutto la gestione del budget: solo il 27% degli italiani dichiara di avere risorse sufficienti per garantire un Natale davvero gioioso, contro una media europea più elevata.
Strumenti digitali e Intelligenza Artificiale: adozione ancora selettiva
Gli strumenti digitali a supporto dello shopping natalizio sono diffusi, ma non ancora universali. Il 32% dei consumatori europei dichiara di non utilizzare alcun tool digitale per gli acquisti; in Italia la quota sale al 33%.
L’Intelligenza Artificiale generativa resta una leva emergente: la media europea di utilizzo è pari al 14%, mentre in Italia si attesta al 12%, a fronte di livelli più elevati in Regno Unito (20%) e Spagna (15%). Anche l’influenza di creator e influencer resta limitata nel contesto natalizio italiano (7%), segno di una preferenza per canali tradizionali e decisioni autonome.
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