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Energia 2010: è l’anno del carbone

Studio Deloitte: verrà da Medio Oriente e Africa il traino per le rinnovabili

Energia 2010: è l’anno del carboneRoma, 22 gennaio 2010 – Il 2010 sarà segnato dalla ripresa ma le forme che questa avrà non sono ancora del tutto chiare. Tra gli economisti si dibatte se la fisionomia della crisi sarà a V, W o a U, il che apre prospettive diverse di crescita. Tutt’altra invece la situazione per quanto riguarda l’energia: la crescita era e rimarrà costante e questo sarà un anno positivo. Secondo quanto emerge dall’ Energy Predictions Report presentato da Deloitte, in campo energetico siamo infatti all’inizio di grandi cambiamenti a livello internazionale che influenzeranno la nostra vita nei prossimi 40 anni.

Tra le previsioni per il breve-medio periodo, le tensioni a livello internazionale per l’industria petrolifera e del gas sono bilanciate dallo sviluppo del settore elettrico grazie alle smart grids (le reti di distribuzione intelligenti, nelle quali si prevede saranno investiti globalmente 33 miliardi di dollari entro il 2014 contro i 12 del 2008) e si prevede che il traino per le fonti rinnovabili verrà dalle aree petrolifere per eccellenza: Medio Oriente e Africa, che stanno diversificando più di Europa e degli Stati Uniti. Per i prossimi dieci anni le previsioni vedono i combustibili fossili ancora fondamentali per soddisfare il fabbisogno di energia del mondo: in forte crescita il carbone (+60% la produzione da qui al 2030), di cui non possono fare a meno per il proprio sviluppo Cina e India, ma anche le rinnovabili promettono un deciso incremento, la cui entità sarà però condizionata dall’importanza che prenderà il nucleare.

“Nel 2010 ci sarà una ripresa – spiega Andrea Laurenza, Partner di Deloitte Consulting – che avrà ricadute sui prezzi del settore energetico. La loro volatilità sarà influenzata dall’esito della crisi: in uno scenario a W, sul quale molti economisti ancora si interrogano, la volatilità sarà maggiore. Nel caso di una crisi a V, sarà invece più contenuta. Il prezzo del petrolio è già salito molto ma a muoverlo è stata più la componente speculativa che non la ripresa economica. Cosa succederà lo vedremo nei prossimi mesi, ma non prevediamo una discesa sotto i 75 dollari se non per brevissimi periodi”. Nel settore delle fusioni ed acquisizioni, l’Energy Predictions Report di Deloitte prevede un ritorno delle operazioni internazionali nel 2010, soprattutto tra compagnie petrolifere di Stato (Nocs). “In Italia, questo processo si rimetterà in moto più lentamente, verso fine anno – prevede ancora Laurenza - e riguarderà particolarmente le società elettriche di distribuzione. Dopo Iride-Enia, Hera, le acquisizioni di E.on e lo stop dal 2008 in poi, si ripartirà. Il numero di player è ancora troppo alto, per competere si renderanno necessarie nuove aggregazioni che quindi riprenderanno. Per quanto riguarda Eni ed Enel invece – continua Laurenza – gli obiettivi di crescita sono prevalentemente all’estero. Sul versante interno invece, per la prima volta vediamo un fatto nuovo: l’aumento della concorrenza sul mercato delle aziende e delle famiglie come non c’era stato finora, con offerte e sconti”.

Vai al sito Deloitte Global per scaricare la ricerca.

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