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Italy Private Equity Confidence Survey

Aspettative per il primo semestre 2013


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Secondo il nuovo report semestrale di Deloitte “Italy Private Equity Confidence Survey”, le prospettive degli operatori di Private Equity e di Venture Capital sulle variabili che influenzeranno il mercato del PE/VC nel corso del primo semestre 2013, dipingono uno scenario sostanzialmente invariato sui valori e sulle posizioni dei portafogli attuali, con una previsione di un prolungamento degli effetti della crisi ancora per i prossimi 12-18 mesi.

Il numero di operazioni attese nel corso del prossimo semestre rimarrà stabile sui livelli attuali, mentre assisteremo ad un aumento dell’holding period medio e ad un sempre più limitato ricorso alla leva finanziaria nelle operazioni di acquisizione.

“Il livello di competizione tra gli operatori rimarrà sostanzialmente invariato e si giocherà prevalentemente sulle condizioni offerte. A questo proposito, tra i trend previsti per il primo semestre 2013, si riscontra l’avvio di fenomeni di concentrazione che confermano alcune dinamiche già osservate sul mercato nell’ultimo periodo” dichiara Elio Milantoni, Partner Deloitte e responsabile M&A per l’Italia.

Trend attesi nel mercato del PE/VC
I principali trend attesi nel mercato del PE/VC saranno l’allungamento dell’holding period medio delle partecipazioni (20,4%) ed il limitato ricorso alla leva finanziaria nelle operazioni di acquisizione (17,8%).

Il 14,5% degli operatori prevede, invece, un limitato utilizzo della quotazione come modalità di exit dalle società partecipate. Altri trend individuati sono la diminuzione del numero di operatori di piccole/medie dimensioni e l’avvio di fenomeni di concentrazione (11,8%), un ruolo più attivo, da parte dei fondi, nella gestione delle società partecipate e l’aumento dell’interesse verso operazioni di turnaround (entrambe indicate dal 7,9% degli intervistati).

Trend minori sono il rallentamento o la sospensione dell’attività di investimento a causa delle attuali condizioni generali di mercato (6,6%) e l’aumento delle divergenze di prezzo tra venditore e acquirente (5,9%).

Stabile il numero di operazioni
Per quanto riguarda le attese sull’andamento del numero di operazioni nel mercato del PE/VC, aumenta ulteriormente il numero di operatori che si aspetta un numero stabile di deal sui livelli attuali (87,2% rispetto al 70% registrato nella precedente analisi). In calo, invece, il numero degli intervistati con una visione pessimistica dell’attività dei PE/VC, che in questo semestre rappresentano solo il 2,6% del campione (14% nella precedente analisi), così come risulta in calo il numero degli ottimisti, pari ora al 10,3% del campione della survey rispetto al 16% della precedente edizione.

Da una lettura di insieme delle aspettative a livello macro degli operatori il segnale che pare emergere è, nel complesso, quello di uno stallo della situazione sui livelli attuali, senza segnali forti di ulteriore deterioramento.

Confermata l’attività di fundraising nel prossimo semestre
Nel prossimo semestre, la principale attività alla quale gli operatori prevedono di dedicarsi, rimane, quella di gestione delle partecipazioni in portafoglio, seppur indicata da un numero decrescente di intervistati rispetto al periodo precedente (35% vs. 40,8%). Dopo tre semestri di continua flessione, risulta invece in lieve crescita la percentuale di operatori che si dedicheranno, in via principale, alla selezione di nuove opportunità di investimento, che passa dal 30,6% al 32,5%. Viene inoltre confermato la crescente attenzione ai processi di dismissione delle partecipazioni, anch’essa in leggera crescita rispetto al semestre precedente (dal 20,4% al 22,5%) nonché su livelli ampiamente superiori allo storico.

La percentuale di operatori che ha in programma di svolgere attività di raccolta di nuovi fondi nel prossimo semestre si mantiene stabile al 50%.

Le caratteristiche delle aziende target
Spostando l’attenzione sull’attività d’investimento, gli investitori confermano il loro focus sulle medie aziende con un fatturato compreso tra i 15 e i 50 milioni di Euro, con un crescente interesse verso società di maggiori dimensioni.

Da un punto di vista settoriale si è registrato un calo d’interesse verso il settore Manifatturiero a fronte di una maggiore attenzione verso i prodotti industriali ed il settore Food & Wine.

Per quanto riguarda la localizzazione geografica delle opportunità di investimento, il Nord Italia nel complesso si conferma mediamente come l’area di maggiore interesse con il 90% dei dossier analizzati: in questo contesto, il Nord-Ovest ha offerto il 50% delle opportunità, seguito dal Nord-Est con il 40%.

Tipologie di operazioni
Le operazioni di LBO/Replacement tornano a rappresentare la principale categoria d’investimento in portafoglio (41%), scavalcando le operazioni di Expansion Capital, che subiscono, rispetto alla precedente osservazione, un calo dal 36% al 30,8%. In crescita le segnalazio ni relative alle operazioni di Start-Up Financing, che salgono dal 6% al 10,3%, e delle operazioni di Turnaround, dal 4% al 5,1%. Diminuiscono, in controtendenza alle rilevazioni dell’ultimo semestre, le operazioni di Support to MBO/MBI, dal 22% indicato dagli operatori per il secondo semestre 2012 al 12,8% dell’osservazione attuale.

“Gli operatori - prosegue l’esperto di Deloitte - confermano le difficoltà di effettuare operazioni a leva, e qualora ciò avvenga, si vedono applicare tassi particolarmente onerosi. Gli stessi, adeguandosi alla mutata situazione di mercato, preferiscono optare per operazioni di expansion capital, soprattutto per il finanziamento della crescita di piccole e medie aziende, con elevate potenzialità di crescita”.

A conferma di tale trend, anche per quanto riguarda le aspettative rilevate tra gli operatori per i prossimi sei mesi, il segmento delle operazioni di Expansion Capital rimane quello indicato dalla quota predominante di intervistati (48,7%), in crescita rispetto al 40,4% dello scorso semestre. Aumentano leggermente le previsioni dei fondi di PE/VC di focalizzarsi sulle operazioni di LBO/Replacement (dal 23,4% al 25,6%), mentre diminuiscono le segnalazioni relative alle operazioni di Support to MBO/MBI (da 21,3% a 12,8%) e quelle relative ad operazioni di Turnaround (da 8,5% a 7,7%). Si mantiene marginale il ruolo delle operazioni di Start-Up Financing, previste, anche per il prossimo semestre, in diminuzione dal precedente 6,4% al 5,1%.

Financing delle acquisizioni
La maggioranza degli operatori (56,4%) dichiara, relativamente alla struttura dei portafogli attuali, una percentuale media di equity compresa tra il 41% ed il 60%. Si osserva una crescente incidenza di operatori (da 10% a 17,9%) che dichiarano una contribuzione dell’equity sul valore delle acquisizioni effettuate compresa tra 61% e 80%.

Analizzando le aspettative degli operatori sulle modalità di investimento attese per i prossimi sei mesi, emerge una certa coerenza con la struttura finanziaria media dei portafogli attuali degli operatori. Il 41% degli intervistati prevede, infatti, di finanziare i propri investimenti futuri con una quota di equity compresa tra il 41% ed il 60%, in calo rispetto al 49% emerso dallo studio del precedente semestre. Tale flessione è controbilanciata da un 35,9% del campione intervistato, che ritiene, invece, di dover ricorrere in maggior misura al capitale proprio per finanziare le nuove operazioni con una percentuale di equity compresa tra il 61% e l’80% (da 28,6% a 35,9%). Per quanto riguarda I tassi d’interesse pagati sul Senior Debt erogato dalla istituzioni finanziarie, si riscontra che la maggioranza delle operazioni sono state finanziate con uno spread sull’Euribor superiore ai 300 basis points, mentre nessun operatore ha dichiarato di aver portato a termine acquisizioni con costo del debito inferiore ai 200 punti base.

Attività di disinvestimento
Intervistati sulle strategie di way-out, la maggioranza degli operatori (71,8%, seppur in leggero calo rispetto al precedente 77,6%) prevede di effettuare disinvestimenti principalmente attraverso la cessione ad investitori industriali (Trade sale). I Secondary Buy-out vengono indicati come modalità di disinvestimento più probabile dal 12,8% del campione, in crescita rispetto al 6,1% dell’edizione precedente. Seguono i Write Off, con una quota superiore di rispondenti rispetto all’analisi redatta nei sei mesi precedenti, passati dal 6,1% al 10,3% attuale.

I Buy back, al contrario, registrano un interesse limitato rispetto al semestre precedente (da 10,2% a 5,1%) mentre nessuno operatore giudica probabile il disinvestimento tramite operazioni di IPO, confermando il sentiment già rilevato nei due semestri precedenti.

Valore e rendimento dei portafogli
La maggioranza degli operatori di PE/VC ha aspettative di stabilità del valore dei portafogli per il prossimo semestre 2013, accompagnata da un numero sempre più elevato di operatori con aspettative di rivalutazione di questi ultimi rispetto al loro valore di acquisto.

Gli obiettivi di rendimento (IRR) giudicati accettabili dagli operatori sembrerebbero stabili rispetto al semestre precedente, e nello specifico compresi tra il 15% ed il 25%.

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