L’anno zero dell’auto elettricaPrimo Osservatorio Deloitte |
Milano, 23 novembre 2009 – Dove sta andando il futuro dell’auto? Quanto l’elettrico ne sarà parte? Quanti sono ad oggi gli italiani disposti a comprare un’auto elettrica? E quali i vantaggi per loro? Le infrastrutture in Italia sono pronte a supportarne uno sviluppo?
Sono alcuni degli interrogativi che sono stati discussi oggi a Milano nel corso della prima tappa dell’Osservatorio sull’auto elettrica, uno dei temi più caldi dell’automotive, promosso e organizzato da Deloitte, che ha invitato a discuterne le Istituzioni, i principali player del mercato dell’energia e i protagonisti del settore dell’auto.
Il mercato dell’auto sta andando incontro a dei profondi cambiamenti, e uno dei trend che influenzerà maggiormente il settore sarà proprio quello dello sviluppo di motorizzazioni verdi. Tra queste l’auto elettrica, che oggi si trova nell’anno zero del suo lancio e che avrà una serie d’implicazioni per il settore auto nel suo complesso.
“Proprio per tutti questi motivi” ha annunciato Roberto H. Tentori, Presidente di Deloitte & Touche Spa, “Deloitte si fa promotrice di questo Osservatorio, di cui l’appuntamento di oggi rappresenta il primo di una serie di incontri. Per il prossimo futuro ci auguriamo che altri rappresentanti istituzionali, operatori e membri del mondo accademico potranno aderire, per contribuire in modo sempre più costruttivo a questo dibattito”.
Per l’occasione Deloitte ha presentato i risultati della sua ultima ricerca in ambito automotive “A new era. Accelerating toward 2020 – An automotive industry transformed”, che tra i diversi ambiti toccati, ha visto nel passaggio all’elettrico uno degli elementi di maggiore interesse.
“Sarà importante definire delle nuove logiche di relazione con il cliente finale”, commenta Marco Martina, Partner di Deloitte ed esperto del settore Automotive, “sia in termini di segmentazione del cliente che di canali di vendita: i produttori dovranno ripensare ad esempio il ruolo di internet e delle amministrazioni locali”.
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