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TechUpdate!

IAS/IFRS

Nuovi Principi Contabili, modifiche di principi contabili e Interpretazioni adottati dall’Unione Europea

Adozione dell’IFRS 10 “Bilancio consolidato”, dell’IFRS 11 “Accordi a controllo congiunto”, dell’IFRS 12 “Informativa sulle partecipazioni in altre entità” e dello IAS 27 modificato “Bilancio consolidato e separato” e dello IAS 28 modificato “Partecipazioni in società collegate e joint venture”
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 360 del 29 dicembre 2012 il Regolamento (UE) 1254/2012 della Commissione dell’11 dicembre 2012 che adotta l’IFRS 10 Bilancio consolidato, l’IFRS 11 Accordi a controllo congiunto, l’IFRS 12 Informativa sulle partecipazioni in altre entità, nonché lo IAS 27 modificato Bilancio separato e lo IAS 28 modificato  Partecipazioni in società collegate e joint venture, tutti pubblicati dallo IASB il 12 maggio 2011.
L’obiettivo dell’IFRS 10 è fornire un unico modello per il bilancio consolidato che prevede il controllo come base per il consolidamento di tutti i tipi di entità. L’IFRS 10 sostituisce lo IAS 27 Bilancio consolidato e separato e l’Interpretazione SIC 12 - Società a destinazione specifica (società veicolo).
L’IFRS 11 stabilisce i principi di rendicontazione contabile per le entità che sono parti di accordi a controllo congiunto e sostituisce lo IAS 31 Partecipazioni in joint venture e l’Interpretazione SIC -13 Entità a controllo congiunto – Conferimenti in natura da parte dei partecipanti al controllo.
L’IFRS 12 combina, rafforza e sostituisce gli obblighi di informativa per le controllate, gli accordi per un controllo congiunto, le società collegate e le entità strutturate non consolidate.
A seguito di questi nuovi IFRS, lo IASB ha emanato anche lo IAS 27 modificato e lo IAS 28 modificato.

Le società applicano l’IFRS 10, l’IFRS 11, l’IFRS 12, lo IAS 27 modificato, lo IAS 28 modificato a partire al più tardi dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci il 1° gennaio 2014 o in data successiva.

Modifiche all’IFRS 1 “Prima adozione degli International Financial Reporting Standard – Grave iperinflazione ed eliminazione di date fissate per neo-utilizzatori” e allo IAS 12 “Imposte sul reddito – Fiscalità differita: recupero delle attività sottostanti”, adozione dell‘IFRS 13 “Valutazione del fair value” e dell’IFRIC 20 “Costi di sbancamento nella fase di produzione di una miniera a cielo aperto”
Con il Regolamento (UE) 1255/2012 della Commissione dell’11 dicembre 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 360 del 29 dicembre 2012, sono state adottate le modifiche all’IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standard – Grave iperinflazione ed eliminazione di date fissate per neo- utilizzatori e le modifiche allo IAS 12 Imposte sul reddito – Fiscalità differita: recupero delle attività sottostanti. Sono inoltre stati adottati l’IFRS 13 Valutazione del fair value, pubblicato dallo IASB il 12 maggio 2011, e l’IFRIC 20 Costi di sbancamento nella fase di produzione di una miniera a cielo aperto.
L’obiettivo delle modifiche apportate all’IFRS 1 è di introdurre una nuova eccezione all’ambito di applicazione dell’IFRS 1: le entità che sono state soggette a grave iperinflazione sono autorizzate ad utilizzare il fair value come sostituto del costo delle loro attività e passività nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria di apertura redatto in conformità agli IFRS.
Inoltre, tali modifiche sostituiscono anche i riferimenti alle date fissate nell’IFRS 1 con riferimenti alla data di passaggio.
Per quanto concerne lo IAS 12, che definisce il trattamento contabile delle imposte sul reddito, l’obiettivo delle modifiche è di introdurre un’eccezione al principio di valutazione nel principio stesso sotto forma di una presunzione relativa in base a cui il valore contabile dell’investimento immobiliare valutato in base al modello del fair value sarebbe recuperato attraverso la vendita e un’entità sarebbe tenuta a ricorrere all’aliquota fiscale applicabile alla vendita dell’attività sottostante.
Le società applicano le suddette modifiche, al più tardi a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci alla data di entrata in vigore del presente regolamento (terzo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea) o successivamente.

L’IFRS 13 stabilisce un unico quadro IFRS per la valutazione del fair value e fornisce una guida completa su come valutare il fair value di attività e passività finanziarie e non finanziarie. L’IFRS 13 si applica quando un altro IFRS richiede o consente valutazioni al fair value o richiede informazioni integrative sulle valutazioni del fair value.
L’obiettivo dell’IFRIC 20, che era stato pubblicato dallo IASB il 19 ottobre 2011, è fornire orientamenti sulla rilevazione dei costi di sbancamento nella fase di produzione come attività e sulla valutazione iniziale e successiva dell’attività derivante da un’operazione di sbancamento, al fine di ridurre le differenze pratiche nel modo in cui le entità contabilizzano i costi sostenuti nella fase di produzione di una miniera a cielo aperto.
Le società applicano l’IFRS 13 e l’IFRIC 20, al più tardi, a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci il 1° gennaio 2013 o in data successiva.

Modifiche all’IFRS 7 “Strumenti finanziari: Informazioni integrative - Compensazione di attività e passività finanziarie” e allo IAS 32 “Strumenti finanziari: Esposizione in bilancio - Compensazione di attività e passività finanziarie”
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 360 del 29 dicembre 2012 il Regolamento (UE) 1256/2012 della Commissione del 13 dicembre 2012 che adotta le Modifiche all’IFRS 7 Strumenti finanziari: Informazioni integrative - Compensazione di attività e passività finanziarie e allo IAS 32 Strumenti finanziari: Esposizione in bilancio - Compensazione di attività e passività finanziarie (pubblicate dallo IASB in data 16 dicembre 2011).
Le modifiche all’IFRS 7 mirano a prescrivere informazioni quantitative aggiuntive per consentire agli utenti di comparare e riconciliare meglio le informazioni derivanti dall’applicazione degli IFRS e quelle derivanti dall’applicazione dei Generally Accepted Accounting Principles (GAAP) statunitensi.
Inoltre lo IASB ha modificato lo IAS 32 in modo da fornire orientamenti aggiuntivi per ridurre incongruenze nell’applicazione pratica del principio.
Le società applicano le suddette modifiche all’IFRS 7 e allo IAS 32 a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci il 1° gennaio 2013 o in data successiva.
Le ulteriori modifiche allo IAS 32 si applicano, al più tardi a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci il 1° gennaio 2014 o in data successiva.
Con il presente Regolamento si è inoltre provveduto a rimediare all’omessa cancellazione del paragrafo 13 dell’IFRS 7 che, erroneamente, non era stata operata in sede di adozione delle Modifiche all’IFRS 7 Strumenti finanziari: Informazioni integrative - Trasferimenti di attività finanziarie con il Regolamento (UE) n. 1205/2011 della Commissione del 22 novembre 2011. Affinché la disposizione in questione sia efficace, occorre che si applichi a partire dal 1° luglio 2011. La retroattività è necessaria per garantire la certezza del diritto per gli emittenti interessati.

Nuovi Principi Contabili e modifiche di principi contabili emessi dallo IASB

Investment Entities (Amendments to IFRS 10, IFRS 12 and IAS 27)
Il 31 ottobre 2012 lo IASB ha pubblicato il documento “Investment entities (Amendments to IFRS 10, IFRS 12 and IAS 27)” che rende definitive le proposte di modifica dell’IFRS 10, dell’IFRS 12 e dello IAS 27 illustrate nell’Exposure Draft 2011/4 “Investment Entities” del 4 agosto 2011 (si veda al proposito il TechUpdate n. 4/2011).
Il documento apporta modifiche all’IFRS 10 e in via derivata all’IFRS 12 e allo IAS 27(2011) al fine di esentare le imprese che gestiscono e valutano i loro investimenti al fair value (generalmente definite “Investment entities”) dagli obblighi di consolidamento previsti dall’IFRS 10. La ratio dell’esenzione risiede nel fatto che per tali imprese l’informativa derivante dalla valutazione a fair value dei loro investimenti è maggiormente significativa rispetto a quella derivante dal consolidamento delle attività e passività degli investimenti.

Definizione di investment entity
I requisiti che una società deve possedere per essere definita investment entity, ed essere esonerata dal consolidamento delle controllate, sono i seguenti:

  • Ottenere fondi da uno o più investitori al fine di fornire servizi professionali di gestione degli investimenti.
  •  Essere impegnata nei confronti dei propri investitori ad investire fondi solo per ottenerne un rendimento in termini di rivalutazione dell’investimento, oppure redditi dall’investimento o entrambi.
  •  Valutare la performance di sostanzialmente tutti i propri investimenti in base al fair value.

Inoltre, il principio precisa che un’impresa che soddisfi i requisiti sopra descritti dovrebbe avere le caratteristiche nel seguito indicate.

  •  Molteplicità degli investimenti. Tale caratteristica garantisce la diversificazione del rischio e la massimizzazione del rendimento; l’assenza della molteplicità degli investimenti è ammissibile nelle seguenti circostanze: i) nella fase di start-up; ii) allorché non siano stati ancora effettuati investimenti in sostituzione di quelli alienati; iii) quando l’investment entity abbia lo scopo di investire in un unico investimento per conto di una pluralità di investitori che non potrebbero singolarmente effettuare l’investimento; iv) nella fase di liquidazione.
  •  Pluralità degli investitori. Tipicamente un’investment entity è caratterizzata dalla presenza di una pluralità di investitori che mettono in pool le proprie disponibilità al fine di aver accesso a servizi di gestione degli investimenti e a opportunità di investimento che non avrebbero se investissero singolarmente. È ammissibile l’assenza della pluralità degli investitori nelle seguenti circostanze: i) l’investment entity è nella fase di offerta iniziale; ii) non sono stati ancora individuati investitori idonei a sostituire altri investitori che abbiano riscattato la propria posizione; iii) nella fase di liquidazione.
  •  Investitori non correlati con l’entità che controlla l’investment entity. Tale caratteristica rende meno probabile la possibilità che l’investment entity o altre entità appartenenti al gruppo che controlla l’investment entity ottengano benefici differenti dal rendimento degli investimenti e dalla rivalutazione degli stessi.
  •  La proprietà dell’impresa deve essere rappresentata da titoli di capitale o da titoli partecipativi.

Qualora un’impresa non abbia una delle caratteristiche in oggetto può essere definita investment entity soltanto con il ricorso ad un maggior grado di giudizio professionale; in tale caso l’impresa deve specificare nell’informativa di bilancio le considerazioni svolte per giungere alla conclusione circa la possibilità di essere definita investment entity.

Eccezione dall’obbligo di consolidamento
Un’impresa che rientri nella definizione di investment entity deve astenersi dal consolidare le proprie controllate (con l’eccezione più avanti illustrata); inoltre, non deve applicare l’IFRS 3 quando acquisisce il controllo di un’entità. Le controllate in oggetto devono essere valutate al fair value in base all’IFRS 9 o allo IAS 39. Devono essere comunque consolidate le società controllate dall’investment entity che forniscono servizi correlati all’attività di gestione degli investimenti condotta dalla stessa. L’esonero dall’obbligo di consolidamento non riguarda la controllante di un’investment entity che deve, infatti, consolidare anche le società controllate dall’investment entity.

Trattamento nel bilancio separato
Con riferimento all’impresa che deve astenersi dal consolidare tutte le sue controllate in base alle disposizioni sulle investment entity, l’impresa deve presentare esclusivamente il bilancio separato (IAS 27(2011).8A).
Con riferimento all’investment entity che deve comunque predisporre il bilancio consolidato, è previsto che gli investimenti valutati nel bilancio consolidato al fair value, debbano essere valutati in base a tale criterio anche nel bilancio separato.

Qualora un impresa cessi di essere un’investment entity, ha le seguenti opzioni:
a. Valutare le controllate in base al costo, assumendo come deemed cost il valore del fair value alla data di modifica dello status.
b. Continuare a valutare gli investimenti nelle controllate al fair value in base all’IFRS 9 (o IAS 39).
Qualora un’impresa diventi un’investment entity deve valutare gli investimenti nelle controllate al fair value a partire dalla data di modifica dello status. Eventuali differenze rispetto al valore di carico devono essere rilevate nel conto economico. Eventuali importi precedentemente rilevati nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo (OCI) devono essere trattati come se gli investimenti in oggetto fossero stati venduti alla data di modifica dello status.

Informativa
Lo IASB ha modificato anche le disposizioni dell’IFRS 12. L’informativa addizionale, richiesta in caso di applicazione dell’eccezione all’obbligo di consolidamento prevista per le investment entities, consiste nell’indicazione delle valutazioni e assunzioni significative adottate al fine di determinare se l’impresa rientri nella fattispecie di investment entity prevista dall’IFRS 10. Inoltre, qualora gli amministratori abbiamo concluso che l’impresa sia un’investment enitity nonostante l’assenza di una delle caratteristiche tipiche sopra descritte, deve essere fornita indicazione delle motivazioni a giustificazione delle conclusioni raggiunte.

Exposure Draft emessi dallo IASB

Exposure Draft 2012/2 “Improvements to IFRS: 2011-2013 Cycle”
Il 20 novembre 2012 lo IASB ha pubblicato l’Exposure Draft ED 2012/2 “Miglioramenti annuali agli IFRS: ciclo 2011-2013”. Le modifiche proposte dal documento dovrebbero essere applicate a partire dai bilanci degli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2014.
L’Exposure Draft propone modifiche ai seguenti principi:

  •  IFRS 1 “First-time Adoption of International Financial Reporting Standards”.
  •  IFRS 3 “Business Combinations”.
  •  IFRS 13 “Fair Value Measurement”.
  •  IAS 40 “Investment Properties”.

IFRS 1 “First-time Adoption of International Financial Reporting Standards”
Viene chiarito che l’entità che adotta per la prima volta gli IFRS, in alternativa all’applicazione di un Principio correntemente in vigore alla data del primo bilancio IAS/IFRS,  può optare per l’applicazione anticipata della versione rivista del medesimo Principio (destinato a sostituire il Principio in vigore).

L’opzione è ammessa quando il nuovo principio consente l’applicazione anticipata. Inoltre deve essere applicata la stessa versione del principio in tutti i periodi presentati nel primo bilancio IAS/IFRS.

IFRS 3 “Business Combinations”
La modifica proposta ha lo scopo di: i) chiarire che l’esclusione dall’ambito di applicazione dell’IFRS 3 prevista dal paragrafo 2 a) include i “joint arrangements” di cui all’IFRS 11; ii) specificare che l’esclusione dall’ambito di applicazione si riferisce esclusivamente alla contabilizzazione nel bilancio della joint operation o joint venture e non alla contabilizzazione da parte dei partecipanti al joint arrangement.

IFRS 13 “Fair Value Measurement”
L’IFRS 13:52 (portfolio exception), nella sua attuale formulazione, limita, alle sole attività e passività finanziarie incluse nell’ambito di applicazione dello IAS 39, la possibilità di valutazione al fair value sulla base del loro valore netto.
Con la modifica proposta viene chiarito che la possibilità di valutazione al fair value sulla base del loro valore netto si riferisce anche a contratti nell’ambito di applicazione dello IAS 39 (o IFRS 9) ma che non soddisfano la definizione di attività e passività finanziarie fornita dallo IAS 32, come i contratti per l’acquisto e vendita di commodities che possono essere regolati in denaro per il loro valore netto.

IAS 40 “Investment Properties”
Con la modifica proposta viene chiarito che l’IFRS 3 e lo IAS 40 non si escludono vicendevolmente ed al fine di determinare se l’acquisto di una proprietà immobiliare rientri nell’ambito di applicazione dell’IFRS 3 occorre far riferimento alle specifiche indicazioni fornite dall’IFRS 3; per determinare, invece, se l’acquisto in oggetto rientri nell’ambito dello IAS 40 occorre far riferimento alle specifiche indicazioni dello IAS 40.

Il termine per presentare commenti all’Exposure Draft scade il 18 febbraio 2013.

Exposure Draft 2012/3 “Equity Method: Share of Other Net Asset Changes (Proposed amendments to IAS 28)”
Il 22 novembre 2012 lo IASB ha pubblicato l’Exposure Draft 2012/3 “Equity Method: Share of Other Net Asset Changes (Proposed amendments to IAS 28)”.
Gli aspetti trattati nel documento sono di seguito illustrati:

Applicazione del metodo del patrimonio netto nel caso di altre variazioni nel patrimonio netto della partecipata
La proposta di modifica dello 1AS 28 (2011) specifica che le variazioni nel patrimonio netto di una partecipata valutata sulla base del metodo del patrimonio netto, diverse da quelle contabilizzate nel conto economico o nel conto economico complessivo o derivanti da distribuzioni di riserve ricevute, devono essere contabilizzate, per la quota di spettanza, nel patrimonio netto della partecipante.

Esempi di variazioni nel patrimonio netto della partecipata da rilevare nel patrimonio netto della partecipante sono:

  • Aumento di capitale sociale riservato ad azionisti diversi dall’investitore che valuta la partecipazione secondo il metodo del patrimonio netto (di seguito azionisti terzi). Riacquisti di azioni da azionisti terzi.
  •  Emissione, a favore di azionisti terzi, di opzioni put sui titoli rappresentativi del capitale della partecipata.
  •  Acquisti o vendite di quote di minoranza in società controllate dalla partecipata.
  •  Pagamenti basati su azioni.

Interruzione del metodo del patrimoni netto
Un investitore potrebbe interrompere l’applicazione del metodo del patrimonio netto per varie ragioni (oltre che per la vendita della partecipata), ad esempio quando la partecipata diventa una controllata o quando l’investitore perde l’influenza significativa sulla partecipata. In base alla modifica proposta, un investitore al momento dell’interruzione dell’applicazione del metodo del patrimonio netto, dovrebbe riclassificare a conto economico gli importi precedentemente rilevati nel patrimonio netto.

Altre variazioni nella quota di partecipazione
In caso di riduzione della quota di partecipazione che non implichi l’interruzione dell’applicazione del metodo del patrimonio netto gli importi precedentemente rilevati nel patrimonio netto non debbono essere riclassificati a conto economico.

Il termine per presentare commenti scade il 22 marzo 2013.

Exposure Draft 2012/4 “Clarification and Measurement: Limited Amendments to IFRS 9 (Proposed amendments to IFRS 9 (2010))”
Il 28 novembre 2012 lo IASB ha pubblicato l’Exposure Draft 2012/4 “Clarification and
Measurement: Limited Amendments to IFRS 9 (Proposed amendments to IFRS 9 (2010))”.
Le principali proposte di modifiche all’IFRS 9 sono illustrati di seguito.

Introduzione della categoria “Fair value through other comprehensive income” (FVTOCI) per gli strumenti di debito
Ai fini della classificazione delle attività finanziarie, lo IASB propone di affiancare la categoria “Fair value through other comprehensive income”  (di seguito FVTOCI) alle categorie “Costo ammortizzato” e “Fair value through profit or loss”.
La categoria FVTOCI è destinata ad accogliere le attività finanziarie i cui flussi di cassa sono rappresentati esclusivamente dal pagamento degli interessi e dalla restituzione del capitale e che sono detenute al fine di incassare i suddetti flussi di cassa ed eventualmente quelli derivanti dalla vendita delle attività stesse. Con la previsione di tale categoria lo IASB tenta di accondiscendere soprattutto alle esigenze delle imprese di assicurazione che detengono importanti portafogli di titoli di debito caratterizzati da una movimentazione per esigenze di liquidità, realizzazione di risultati o matching.

Modifica della guida applicativa relativa al modello di business
I parametri in base ai quali viene effettuata la classificazione delle attività finanziarie nelle categorie previste dall’IFRS 9 sono:

  •  Il modello di business per la gestione delle attività finanziarie.
  •  Le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie

L’Exposure Draft 2012/4 apporta alcune modifiche alla guida applicativa volta alla determinazione del modello di business riportata nell’appendice B all’IFRS 9. Tenuto anche conto delle modifiche proposte, le principali considerazioni alla base della determinazione del modello di business per la gestione delle attività finanziarie diventerebbero le seguenti:

  •  Il modello di business viene definito sulla base degli obiettivi di gestione stabiliti dai dirigenti con responsabilità strategiche (key management personnel), come definiti dallo IAS 24.
  •  Il modello di business non può riferirsi ad un singolo strumento finanziario. Ciò non vuol dire che ogni impresa debba identificare un solo modello di business, possono essere individuati diversi modelli di business in relazione a portafogli distinti.
  •  Il modello di business  è un dato di fatto che può essere osservato sulla base delle effettive modalità di gestione e di valutazione dei risultati da parte dei dirigenti con responsabilità strategiche.
  •  La determinazione del modello di business non può basarsi su un singolo fattore. Un elenco non esaustivo dei fattori che devono essere presi inconsiderazione è il seguente:
  •  Modalità di riporto dei risultati del business ai dirigenti con responsabilità strategiche.
  •  Modalità di remunerazione dei gestori del business (ad esempio se la remunerazione dipende dal fair value delle attività finanziarie gestite).
  •  La frequenza, la tempistica e il volume delle vendite negli esercizi precedenti. Le ragioni di tali vendite e le attese circa l’attività di vendita nel futuro.
  •  Anche se il modello di business di un’impresa consiste nella detenzione di attività finanziarie al fine di incassarne i flussi di cassa contrattuali, l’impresa non è obbligata a detenere tali attività fino alla loro scadenza. Ad esempio, possono essere effettuate delle vendite se la qualità creditizia dell’attività finanziaria è deteriorata e pertanto non rientra più nei canoni documentati di investimento che l’impresa ha adottato.
    Inoltre l’effettuazione di vendite per altre ragioni può essere coerente rispetto al modello di business consistente nella detenzione di attività finanziarie al fine di incassarne i flussi di cassa contrattuali a condizione che tali vendite siano di importo rilevante ma infrequenti oppure frequenti ma di importo irrilevante.
    Infine è possibile anche vendere le attività finanziarie in prossimità alla loro scadenza a condizione che i ricavati della vendita corrispondano sostanzialmente ai flussi di cassa contrattuali residui.
  •  Il modello di business in base al quale le attività finanziarie sono detenute al fine di incassarne i flussi di cassa contrattuali ed eventualmente quelli derivanti dalla vendita delle attività stesse, presuppone una decisione in tal senso da parte dei dirigenti con responsabilità strategiche. Ovviamente, in tale modello di business la frequenza e il volume delle vendite di attività finanziarie sono superiori a quelli che caratterizzano il modello di business basato sulla detenzione di attività finanziarie al fine di incassare i flussi di cassa contrattuali.
  •  Le attività finanziarie che non rientrano nel modello di business che consiste nella sola detenzione delle attività finanziare né in quello che consiste nella detenzione e vendita, devono essere classificate nella categoria fair value through profit or loss. Tale classificazione è coerente con un modello di business caratterizzato dall’obbiettivo di massimizzare i flussi di cassa mediante la vendita delle attività.

Modifica della guida applicativa relativa alla valutazione delle caratteristiche dei flussi di cassa
Come illustrato nello schema riportato in precedenza, un’attività finanziaria può essere classificata nelle categorie “a costo ammortizzato” o “FVTOCI” qualora, in base alle disposizioni contrattuali, i flussi di cassa dell’attività finanziaria siano rappresentati esclusivamente dal pagamento degli interessi e dalla restituzione del capitale.
L’appendice B dell’IFRS 9 include una guida che fornisce indicazioni di supporto al fine di determinare se effettivamente i flussi di cassa delle attività finanziarie siano rappresentati esclusivamente dal pagamento degli interessi e dalla restituzione del capitale. L’Exposure Draft 2012/4 apporta alcune modifiche alla guida. Gli aspetti di maggior rilievo nella valutazione delle caratteristiche dei flussi di cassa diventerebbero i seguenti:

  •  Gli interessi sono il corrispettivo a fronte del valore temporale del denaro e del rischio di credito associati ad un determinato importo in linea capitale.
  •  Se i flussi di cassa includono pagamenti non correlati al capitale, al valore temporale del denaro o al rischio di credito, allora i flussi di cassa non rappresentano esclusivamente il pagamento degli interessi e la restituzione del capitale, pertanto le relative attività finanziarie devono essere valutate a fair value con accredito a conto economico.
  •  La leva è una caratteristica contrattuale dei flussi di cassa di alcune attività finanziarie. La leva modifica la relazione economica tra capitale e corrispettivo per il valore temporale del denaro e per il rischio di credito. Una leva più che insignificante incrementa la variabilità dei flussi di cassa contrattuali, pertanto tali flussi non possono essere considerati pagamento di interessi.
  •  In altri casi la relazione economica tra capitale e corrispettivo per il valore temporale del denaro e per il rischio di credito può essere modificata da una clausola contrattuale in base alla quale viene rideterminato il tasso d’interesse.
  •  Qualora il contratto dell’attività finanziaria includa una delle sopra descritte clausole che modificano la relazione economica l’impresa deve valutare se i flussi di cassa contrattuali rappresentino esclusivamente il pagamento degli interessi e la restituzione del capitale. Tale valutazione deve essere effettuata confrontando i flussi di cassa dell’attività finanziaria con clausole che modificano la relazione economica con i flussi di attività finanziarie simili ma privi di tali clausole (attività benchmark). Qualora i flussi di cassa dell’attività finanziaria, per via delle clausole di modifica della relazione economica, differiscano dai flussi di cassa dell’attività benchmark di un importo maggiore rispetto a un importo insignificante, si deve concludere che i flussi di cassa dell’attività finanziaria non rappresentano esclusivamente il pagamento degli interessi e la restituzione del capitale; pertanto, l’attività finanziaria non può essere classificata nella categoria “a costo ammortizzato” né nella categoria FVTOCI.