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TechUpdate!

Consob

Comunicazione n. DME/12083249 del 19 ottobre 2012: entrata in vigore del Regolamento UE in materia di vendita allo scoperto e taluni aspetti dei credit default swap
Il 1° novembre 2012 è entrato in vigore il Regolamento (UE) N. 236/2012 del 14 marzo 2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alle vendite allo scoperto e a taluni aspetti dei credit default swap (c.d. “Regolamento Short Selling”).
Tale Regolamento richiede ai soggetti che detengono posizioni nette corte in azioni ammesse alle negoziazioni in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione dell’Unione europea o in titoli di Stato di un Paese UE, di entità pari o superiori a determinate soglie, di comunicare tali posizioni all’Autorità competente. Per le azioni, la soglia di comunicazione è fissata allo 0,2% del capitale sociale dell’emittente azionario e ogni successiva variazione dello 0,1%. Il Regolamento prevede inoltre che le posizioni nette corte in azioni di entità pari o superiori allo 0,5% del capitale sociale debbano essere comunicate al pubblico.
La Consob ha precisato che tale comunicazione (da effettuarsi entro le ore 15.30 del giorno di negoziazione successivo a quello nel quale è stata raggiunta la soglia rilevante) dovrà essere effettuata attraverso il sistema all’uopo predisposto ed il cui manuale utente è disponibile sul sito internet della Commissione.
Il Regolamento introduce anche il divieto di effettuare vendite allo scoperto in assenza della disponibilità dei titoli sulle predette azioni e titoli di Stato, nonché il divieto di assumere posizioni speculative su credit default swap (“CDS”) su emittenti sovrani.
Poiché il Regolamento introduce inoltre un regime di esenzioni dalle predette regole per le attività svolte dai market maker – sia per le azioni sia per i titoli di Stato e i CDS sovrani -  e dai primary dealer – limitatamente ai titoli di Stato e CDS sovrani -, la Consob ha ritenuto opportuno distinguere tra gli adempimenti relativi alle azioni e gli adempimenti relativi ai titoli di Stato e ai CDS su emittenti sovrani. In particolare, per ciò che concerne le azioni:

  • qualsiasi persona fisica o giuridica per la quale l'Italia è lo Stato membro di origine – ossia, è residente in Italia - è tenuta ad effettuare alla Consob la notifica per l'utilizzo dell'esenzione in qualità di market maker;
  •  qualsiasi persona fisica o giuridica, ovunque residente, è tenuta ad effettuare alla Consob le segnalazioni delle posizioni nette corte riferibili ad emittenti le cui azioni hanno, quale mercato principale, un mercato regolamentato italiano o per le quali la sede di negoziazione alla quale sono state ammesse a negoziazione per la prima volta è un sistema multilaterale di negoziazione italiano.

Per quanto riguarda, invece, i titoli di Stato e i CDS su emittenti sovrani, la Consob rinvia ad apposita comunicazione della Banca d’Italia.
Con l’entrata in vigore del Regolamento Short Selling, dal 1° novembre 2012 hanno cessato la loro efficacia la Delibera n. 17862 del 10 luglio 2011 (recante il regime obbligatorio di comunicazione delle posizioni nette corte su titoli azionari ) e la Delibera n. 17993 dell’11 novembre 2011 (recante divieto di vendite allo scoperto in assenza della disponibilità dei titoli da parte dell’ordinante al momento dell’ordine) in quanto superate.

Comunicazione n. 12084516 del 25 ottobre 2012: recepimento Orientamenti ESMA concernenti alcuni aspetti dei requisiti di adeguatezza prescritti dalla MiFID
Gli Orientamenti in oggetto sono stati emanati dall’ESMA il 6 luglio 2012, in conformità all’articolo 16 del Regolamento UE n. 1095/2010, al fine di “istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell’ambito del SEVIF e per assicurare l’applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell’Unione” e sono diretti a dettare linee di indirizzo di carattere generale in tema di valutazione dell’adeguatezza delle operazioni da parte delle imprese di investimento conseguente alla prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti ovvero del servizio di gestione di portafogli.
In particolare essi forniscono chiarimenti di dettaglio volti a “indirizzare gli intermediari nella efficiente traduzione operativa degli obblighi prescritti dalla MiFID in tema di adeguatezza, richiamando l’attenzione sulla necessità per le imprese di investimento di svolgere – a mezzo delle proprie procedure aziendali – una valutazione degli investimenti che preveda l’utilizzo e la conseguente valorizzazione di una pluralità di variabili afferenti, da un lato, alle caratteristiche della clientela servita e, dall’altro, alle specificità dei prodotti.”.
Con la Comunicazione in oggetto, la Commissione precisa che tali chiarimenti, in quanto diretti a specificare le già vigenti disposizioni nazionali della MiFID, risultano in linea con gli orientamenti e con gli approcci di vigilanza già seguiti dalla stessa e che, pertanto, secondo quanto stabilito dall’art. 16, paragrafo 3, del Regolamento UE n. 1095/2010,  ha comunicato all’ESMA la propria conformità agli Orientamenti.
Ai fini dell’ottemperanza agli obblighi stabiliti in via generale dalla normativa applicabile, gli intermediari soggetti alla vigilanza della Consob sono tenuti a rispettare i suddetti orientamenti.

Delibera n. 18388 del 28 novembre 2012: adozione del Regolamento generale sui procedimenti amministrativi Consob
Con l’adozione, ai sensi dell’articolo 24 della Legge 28 dicembre 2005, n. 262 e dell’articolo 2, comma 5, della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, del Regolamento generale sui procedimenti amministrativi della Commissione, si è proceduto ad attuare una revisione complessiva del precedente regolamento, approvato con Delibera n. 12697/2000, compresa la tabella allegata allo stesso che contiene l’elenco dei procedimenti di competenza della Consob. Le nuove disposizioni non si applicano ai procedimenti sanzionatori, come nel passato, in quanto trovano applicazione le disposizioni del D. Lgs. n. 58/98 ed i principi indicati dall’art. 24 della Legge n. 262/2005.

Delibera n. 18390 del 28 novembre 2012: adozione della disciplina del procedimento amministrativo per la dichiarazione da parte della Consob della decadenza nei confronti dei titolari di cariche incompatibili
Il Provvedimento, in attuazione dell'articolo 11 del “Protocollo d'intesa per il coordinamento tra Banca d'Italia, Consob, Isvap e Agcm ai fini dell'applicazione dell'articolo 36 del D. L. "Salva Italia" (cd. "divieto di interlocking”)” del 14 giugno 2012, reca la disciplina del procedimento amministrativo mediante il quale la Consob, per quanto di competenza, in caso di inerzia degli organismi aziendali interessati, dichiara (ai sensi dell’art. 36 del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201 convertito con modificazioni nella Legge 22 dicembre 2011, n. 214) la decadenza degli esponenti aziendali di società di intermediazione mobiliare che siano titolari di cariche in violazione del divieto di interlocking. Tali disposizioni riproducono, in sostanza, le clausole del Protocollo d'Intesa e disciplinano il procedimento di decadenza quanto alla fase di avvio, allo svolgimento, al termine di conclusione e agli effetti nei confronti dei soggetti interessati. Il provvedimento è entrato in vigore il 2 gennaio 2013.

Comunicazione n. 12094970 del 5 dicembre 2012: contributi di vigilanza dovuti da SGR, SICAV E OICR
La Commissione, a seguito dell'adozione di una nuova procedura informatica, in vigore dal 2 gennaio 2013, "Contributi di Vigilanza sgr oicr", ha chiesto, ai sensi dell'art. 8, comma 1 e dell'art. 42, commi 4 e 8, del D. Lgs. n. 58/98, agli emittenti degli OICR di trasmettere i dati secondo quanto previsto nella suddetta procedura.

Comunicato del 6 dicembre 2012: deposito via internet dei prospetti non equity (bond, CW, Certificate)
A far data dal 14 dicembre 2012 è entrato in funzione il sistema per la dematerializzazione delle modalità di deposito dei prospetti informativi relativi a titoli non rappresentativi di capitale emessi da intermediari finanziari e imprese di assicurazione, sottoposto ad approvazione della Consob.

Delibera n. 18406 del 13 dicembre 2012: ammessa una nuova prassi di mercato per il riacquisto di prestiti obbligazionari
Con la delibera in oggetto la Consob ha approvato una nuova prassi di mercato riguardante il riacquisto di prestiti obbligazionari a condizioni predeterminate sulla base di quanto previsto dall’art. 180, comma 1, lett. c) del D. Lgs. n. 58/98.
In precedenza, con la delibera n. 16839 del 19 marzo 2009, la Consob aveva già ammesso due prassi di mercato inerenti, rispettivamente, all'attività di sostegno della liquidità del mercato e all'acquisto di azioni proprie per la costituzione di un "magazzino titoli". Quella ora approvata è una prassi che riguarda alcuni prestiti obbligazionari e che viene attivata da intermediari appositamente incaricati dall'emittente quando ricorrono condizioni predeterminate e indicate nel prospetto di offerta e/o quotazione. In particolare, in caso di peggioramento del merito di credito dell'emittente e/o dello strumento finanziario, tali intermediari si impegnano a riacquistare sul mercato una percentuale significativa degli strumenti finanziari emessi (solitamente fino al 10-40%) a prezzi che riflettono il merito di credito dell'emittente e/o dello strumento finanziario al momento dell'emissione e che risultano quindi più elevati dei prezzi che esprimerebbe il mercato in assenza di tale prassi.
La finalità della prassi è quella di consentire agli investitori retail, che tipicamente detengono tali obbligazioni dal momento del collocamento, di liquidare l'investimento prima della scadenza a condizioni migliori rispetto a quelle conseguenti all'eventuale peggioramento del rating. La prassi relativa al riacquisto di prestiti obbligazionari a condizioni predeterminate è stata prevista negli ultimi anni da prospetti di offerta e/o di quotazione di alcune obbligazioni bancarie, destinate alla quotazione in mercati regolamentati e Mtf.

Comunicazione congiunta Banca d’Italia/Consob del 19 dicembre 2012: recepimento Orientamenti ESMA concernenti alcuni aspetti dei requisiti della funzione di conformità alla MiFID
Gli Orientamenti in oggetto sono stati emanati dall’ESMA il 6 luglio 2012, in conformità all’articolo 16 del Regolamento UE n. 1095/2010, al fine di “istituire prassi di vigilanza uniformi, efficienti ed efficaci nell’ambito del SEVIF e per assicurare l’applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell’Unione” e sono diretti a fornire chiarimenti interpretativi utili ad indirizzare gli intermediari nell’applicazione degli obblighi prescritti dalla MiFID in tema di compliance.
Tali linee guida elaborate dall’ESMA, che si applicano a decorrere dal 26 gennaio 2013, si inquadrano nelle disposizioni contenute nel Regolamento Congiunto Banca d’Italia/Consob del 29 ottobre 2007 e successive modifiche, emanato ai sensi dell’art. 6, comma 2-bis, del D. Lgs. n. 58/98 (T.U.F.), delle quali costituiscono linee applicative di carattere generale. Esse si applicano agli intermediari, come definiti nell’art. 2 del Regolamento Congiunto, alle SGR - nella prestazione sia dei servizi e delle attività di investimento sia del servizio di gestione collettiva del risparmio - e alle SICAV. Le linee guida dettano orientamenti applicativi dei seguenti articoli del Regolamento Congiunto: art. 6 (Responsabilità dell’alta dirigenza e dell’organo con funzioni di controllo); art. 8 (Organo con funzione di supervisione strategica), art. 9 (Organo con funzione di gestione); art. 12 (Istituzione delle funzioni aziendali di controllo di conformità alle norme, di gestione del rischio e di revisione interna); art. 16 (Controllo di conformità) e artt. 19, 20 e 21 in materia di esternalizzazione di funzioni.
In ordine alle modalità di applicazione in Italia delle linee guida, la Comunicazione del 21 dicembre 2012 precisa quanto segue:

  •  per allineare integralmente agli Orientamenti i criteri di nomina del responsabile della funzione di conformità alle norme come previsti dal Regolamento Congiunto, la nomina e la revoca di tale soggetto sono di competenza dell’organo con funzione di supervisione strategica, sentito l’organo di controllo; gli intermediari, le SGR e le SICAV applicano tale procedura anche alla nomina e alla revoca dei responsabili delle altre funzioni di controllo (gestione del rischio e revisione interna). Le Autorità provvederanno, alla prima occasione utile, a integrare in tal senso il Regolamento congiunto;
  •  l’obbligo, previsto dall’art. 12 del Regolamento Congiunto, di mantenere separate, sotto un profilo organizzativo, le funzioni di conformità alle norme e di internal audit resta confermato, anche sulla base degli Orientamenti dell’ESMA. I casi del tutto eccezionali (es.: peculiarità del processo decisionale, intermediario composto da sole due persone), che secondo le linee guida consentirebbero di superare tale previsione, non sono applicabili agli operatori nazionali, considerato anche che la loro forma giuridica di società di capitali richiede comunque strutture organizzative e processi decisionali non elementari.

Banca d’Italia e Consob eserciteranno i propri compiti di vigilanza sugli intermediari interessati dalla presente Comunicazione secondo il riparto di competenze previsto dall’art. 6, comma 2-ter, del T.U.F.