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Settore alberghiero europeo: RevPAR giù del 19.2%, ma il peggio è passato. In Italia timida ripresa (agosto +2,3%)

Le associazioni di categoria chiedono la diminuzione dell’IVA sulle prestazioni

Settore alberghieroMilano, 18 novembre 2009 -  Secondo l’ultima analisi quadrimestrale di Deloitte sul settore alberghiero europeo, le performance sono diminuite sensibilmente nel 2009. Il RevPAR (REVenue Per Available Room, fatturato generato per camera disponibile) è sceso del 19,2% fino a toccare i 58 euro. Il declino è stato guidato da un decremento del 12,3% del costo medio di una camera, a 108 euro, mentre il livello di occupazione è caduto al 61,6%.

“Gli ultimi dodici mesi sono stati critici per il settore”, commenta Nadia Fontana, Partner Responsabile del settore alberghiero per Deloitte. “La crescita della disoccupazione, l’esplosione del virus dell’influenza H1N1 e la solidità dell’euro nei confronti di molte altre valute hanno avuto notevoli effetti sui risultati del mercato alberghiero. Molti consumatori europei hanno infatti preferito trascorrere le vacanze a casa anziché viaggiare all’estero, mentre le aziende hanno ridotto i viaggi di lavoro. Di conseguenza hotel, compagnie aeree e tour operator hanno registrato quest’anno una generale diminuzione di performance e vendite. Si tratta di un trend comune a livello europeo: quasi tutte le città del Vecchio Continente hanno visto scendere il proprio RevPAR, in alcuni casi in modo molto pesante”.

Nell’area Euro, gli albergatori hanno rilevato una diminuzione del RevPAR pari al 16,8%, anche a causa della solidità dell’euro nei confronti della sterlina inglese, cosa che ha scoraggiato i viaggiatori a recarsi verso mete turistiche tradizionali come Spagna, Francia e Italia. Ad ogni modo, anche i Paesi al di fuori dell’area Euro non ne sono usciti incolumi, con un RevPAR sceso in media di oltre il 20%, guidato verso il basso dal prezzo medio per camera.

Italia
L’inversione di tendenza tanto auspicata non appare ancora all’orizzonte, nonostante i risultati positivi relativi al mese di agosto, quando si è rilevata una timida ripresa di segno positivo (+ 2,3%).
Le imprese non hanno ancora allentato il taglio alle spese per le trasferte dei dipendenti e quelle per meeting aziendali, fiere e congressi non hanno ripreso a trovare spazi adeguati nei budget aziendali.
Gli arrivi da Stati Uniti, Russia e Giappone si registrano ancora con il contagocce e il turismo culturale italiano è calato, nell’arco di un solo anno, da una permanenza media di quattro notti (2007) a due notti (2009).
Va evidenziato come in città come Roma e Milano sia il tasso medio di occupazione che il ricavo medio per camera abbiano risentito negativamente dell’aumento dell’offerta di camere, conseguente all’apertura di nuove strutture alberghiere, che hanno significativamente influenzato la competitività nella fascia 4-5 stelle.
Al fine di incentivare la ripresa economica che ancora stenta a decollare, le associazioni di categoria stanno chiedendo a gran voce al Ministero per il Turismo di varare misure di sostegno: in particolare invocano il varo di un provvedimento che porti l’aliquota IVA sulle prestazioni alberghiere - attualmente al 10% - ai livelli di Spagna (7%) o Francia (5,5%), come già successo in Germania, dove il governo ha deciso di abbassare l’aliquota IVA al 7% a partire dal Gennaio 2010.

Spagna
Fra le prime tre destinazioni europee, la Spagna è stata la più colpita, a causa di un decremento del numero di turisti provenienti da Gran Bretagna, Germania e Francia. I britannici, in particolare, hanno evitato la Spagna a causa della debolezza della sterlina contro l’euro. Inoltre, questo Paese ha sofferto della concorrenza sempre più forte di Turchia, Tunisia, Egitto e Marocco. Le due mete più desiderate, Barcellona e Madrid, hanno riportato un declino nel RevPAR rispettivamente del 22,5% e 30,5%. Barcellona ha visto scendere del 15,7% il costo per camera (toccando quota 113 euro), mentre il tasso di occupazione è diminuito dell’8,1% toccando quota 64,4%. Infine, l’ondata di nuove aperture in questa città potrà costituire un ostacolo alla lotta già serrata per superare la recessione.

Germania
In Germania, una diminuzione del business legato alle fiere, una domanda di servizi per il tempo libero stagnante e un aumento nel numero di hotel in alcune città, hanno determinato differenti risultati nelle diverse aree del Paese. Dusseldorf ha riportato la più elevata diminuzione di RevPAR, scesa del 33,3%, mentre Amburgo, Berlino, Francoforte e Colonia se la sono cavata meglio. Lufthansa ha recentemente annunciato una riduzione del numero dei voli settimanali durante l’inverno, pari al 7,4%, a causa di un decremento della domanda, in particolare sulle tratte europee. Tuttavia, dal momento che la situazione economica tedesca in questi mesi continua a migliorare – insieme alla Francia, infatti la Germania è uno dei primi Paesi ad essere uscito dalla recessione a partire dalla scorsa estate – , si attente una crescita graduale della domanda in questo settore.

Gran Bretagna
La Gran Bretagna è stata il cuore della crisi finanziaria nel 2008 e, diversamente da altri paesi europei, è ancora in recessione. A causa di un forte tasso di disoccupazione, che ha raggiunto il suo massimo in 13 anni l’estate scorsa, e alle conseguenze di un euro forte, molti britannici hanno scelto di trascorrere le loro vacanze estive a casa. Oltre che in questo periodo, anche nel resto dell’anno gli hotel sono entrati in una spirale al ribasso. A Londra, gli albergatori hanno rilevato una diminuzione del RevPAR del 7,6% nonostante il tasso di occupazione sia sempre il più alto in Europa (79,8%).
Migliori i risultati registrati in Scozia: Glasgow ed Edimburgo sono state le uniche due città in Europa a mostrare un tasso di occupazione in crescita nel periodo considerato. Edimburgo in particolare, ha segnato il tasso di occupazione più alto (76,8) preceduto da Londra e seguito di Parigi.

Russia
Il decennio di crescita del settore a Mosca ha subito un brusco stop quest’anno a causa della crisi economica e del declino della domanda di business, fattori che hanno portato il tasso di occupazione al 57,8%. Il costo medio per camera è pari a circa 60 dollari (il RevPAR è a quota 30,5%), confermandola dunque come la città con la peggiore performance al di fuori dell’area Euro.
Tuttavia, Mosca ha registrato una forte ondata di nuove aperture quest’anno e, secondo la società americana Lodging Econometrics, che pubblica periodicamente report sul settore Hotel Real Estate, è una delle prime cinque città in Europa per numero di nuovi progetti di alberghi nel prossimo futuro (con 8 progetti equivalenti a oltre 2.000 camere in più per il prossimo anno).

Guardando al futuro, Fontana aggiunge: “stiamo assistendo a segnali di ripresa economica in Europa. La fiducia del consumatore ha iniziato a migliorare e in molti paesi (Germania, Francia, Grecia e Portogallo in particolare) si sta uscendo dalla crisi economica. Sarà ancora una strada in salita per i prossimi mesi ma pare che il peggio sia passato e con il nuovo anno si dovrebbe poter assistere a un miglioramento del RevPAR registrato nel 2009”.

Performance del settore alberghiero europeo (dati gennaio-settembre 2009)

 

Occupancy
(%)

Average room
rates

RevPAR

RevPAR
change (%)

Regional performance (in euro)

Europe

61.6

94

58

-19.2

Euro zone

59.5

97

58

-16.8

Non-euro zone

63.5

92

58

-21.9

Euro zone markets (in euro)

 

 

 

Amsterdam

69.6

121

84

-22.6

Athens

57.7

124

71

-25.4

Barcelona

64.4

113

73

-22.5

Berlin

67.6

80

54

-9.6

Brussels

61.6

103

63

-19.0

Cologne

59.3

90

53

-15.6

Dublin

64.3

88

57

-23.9

Düsseldorf

55.8

84

47

-33.3

Frankfurt

57.6

107

62

-10.9

Hamburg

71.7

92

66

-7.3

Helsinki

60.4

101

61

-17.2

Lisbon

59.2

82

49

-17.6

Madrid

55.6

91

51

-30.5

Milan

56.6

142

80

-23.2

Munich

64.6

91

59

-19.2

Paris

74.0

167

124

-13.9

Rome

62.9

138

87

-15.1

Salzburg

60.3

95

57

-19.3

Venice

58.6

261

153

-15.6

Vienna

64.0

95

61

-19.6

Non-euro zone markets (in local currency)

 

 

Aberdeen

70.3

77

54

-6.5

Budapest

53.5

19630

10495

-18.2

Cardiff

68.6

61

42

-7.5

Copenhagen

63.3

799

506

-19.7

Edinburgh

76.8

80

62

-4.2

Geneva

60.0

342

205

-22.3

Glasgow

75.5

63

48

-1.1

Gothenburg

65.7

906

595

-8.2

Istanbul

64.4

297

191

-9.0

London

79.8

113

90

-7.6

Manchester

68.0

67

45

-15.7

Moscow

57.8

6443

3726

-30.5

Oslo

63.1

943

594

-12.2

Prague

56.6

2053

1161

-26.4

Stockholm

67.2

1043

701

-11.7

Tel Aviv

62.3

884

550

-10.7

Zurich

68.1

214

145

-24.0

 

Fonte: STR Global

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Name:
Barbara Tagliaferri
Unternehmen:
Deloitte
Position:
Ufficio stampa Deloitte
Telefonnummer:
+39.02.833.26141
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btagliaferri@deloitte.it